Questa mattina all'alba i vigili del fuoco, dopo aver scavato ininterrottamente per tutta la notte, hanno tirato fuori il corpo dell'ultima vittima accertata nel crollo della palazzina di Torre Annunziata, sbriciolatasi alle 6.2o di venerdì 7 luglio. Le otto persone disperse sono state ritrovate tutte senza vita, tra lunedì e martedì saranno eseguite le autopsie.

A salvarsi invece un pescatore che, al momento del crollo, si trovava ancora in mare e doveva rientrare a casa, e la signora Enza Brancaccio: nel suo caso provvidenziale l'abitudine di andare a passeggiare molto presto al mattino.

Due famiglie cancellate in pochi istanti. I coniugi Edy Laiola e Giacomo Cuccurollo, tecnico del comune di Torre Annunziata, e il figlio Marco di 26 anni. Poi Anna e Pasquale Guida, con i figli piccoli Francesca, 14 anni, e Salvatore di 8. Poi c'è la signora Giuseppina Aprea, di 65 anni. Con tutta probabilità sono stati tutti colti nel sonno, nei loro letti, ignari del pericolo mortale a cui stavano andando incontro.

Ora amici, familiari e tutta la città vogliono sapere come sia stato possibile, perché il terzo e quarto piano dell'edificio in via Rampa Nunziate è crollato all'improvviso. L'edificio è stato messo sequestro, e se al momento la ferrovia che passa a pochi metri è stata esclusa come ragioni del crollo, tra gli inquirenti c'è il massimo riserbo. Quel che è certo è che verrà verificato nel dettaglio cosa è stato fatto durante gli ultimi lavori di ristrutturazione, terminati poche settimane fa, se esiste un collegamento ed eventuali responsabilità.