Uno scenario inquietante sulle elezioni amministrative di Casavatore in provincia di Napoli, è quello svelato dall'indagine della Procura di Napoli che ha portato oggi all'iscrizione nel registro degli indagati di 15 persone. I magistrati Maurizio De Marco e Vincenza Marra hanno ricostruito il ruolo del clan Ferone, legato al cartello degli "scissionisti" di Scampia, nelle elezioni della  primavera 2015. Secondo le ipotesi della Procura gli uomini del clan avrebbero diviso a metà il loro pacchetto di voti sostenendo sia Salvatore Silvestri del Partito Democratico che Lorenza Orefice, la sua rivale, esponente centrista dell'UdC, che alla fine ebbe la meglio alle consultazioni elettorali.

Camorra e politica, l'inchiesta della Dda a Casasvatore.

Tra gli indagati per voto di scambio ed abuso di potere, oltre a Orefice e Silvestri anche il comandante della polizia municipale Antonio Piricelli e Vincenzo Orefice, maresciallo dei vigili urbani. Secondo la ricostruzione dei magistrati, il candidato del Pd, Salvatore Silvestri, si avvalse dell'apoggio in campagna elettorale di Massimo Minichini, sorvegliato speciale legato al clan Ferone, che si trovava stabilmente presso il comitato elettorale di Silvestri. Il fratello di Minichini, Ciro, era candidato al Consiglio comunale in una delle liste di appoggio a Salvatore Silvestri. Pochi giorni prima del ballottaggio tra Silvestri e la Orefice, Minichini fu picchiato in strada da altri esponenti del clan Ferone. Il suocero di Salvatore Ferone, Giuseppe Pranzile, era candidato al consiglio comunale in una delle liste che sostenevano Lorenza Orefice.

Il pestaggio di Minichini, avvenuto in pubblica piazza, ebbe secondo la lettura degli inquirenti lo scopo di dimostrare al territorio la maggiore potenza del gruppo del clan che sosteneva Orefice contro Silvestri. E fu proprio la candidata della lista civica "Un'altra Casavatore" a battere il candidato del Pd al ballottaggio con il 56% dei voti. Per i magistrati durante il primo turno delle elezioni amministrative Salvatore Silvestri, insieme agli esponenti del Pd Mauro Ramaglia, Barbara Cozzolino e Salvatore Pollice, tutti candidati al consiglio comunale, avrebbero fatto campagna elettorale promettendo buoni pasto, generi alimentari e posti di lavoro. I due esponenti della polizia Municipale, Piricelli e Orefice, svolgevano invece delle normali attività di disinfestazione e derattizzazione del territorio riferendo ai cittadini delle zone interessate che i suddetti interventi venivano effettuati grazie all'interessamento diretto di Ramaglia, Silvestri e Pollice.

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