Il presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico ha scelto la sua città, Napoli, per le celebrazioni del 25 aprile 2019, festa di Liberazione dal nazifascismo. Stamattina Fico ha preso parte dalla commemorazione al Mausoleo di Posillipo e alle altre tappe che prevede il cerimoniale a Napoli nel giorno della Liberazione. "Questo è un giorno in cui dobbiamo rendere onore a chi ci ha liberato – ha dichiarato Fico – . L'Italia è risorta quando siamo entrati in una Repubblica straordinaria con una straordinaria Costituzione ed è finito lo schifo del fascismo".

Altra tappa, ancor più significativa, la deposizione dei fiori ai piedi del monumento in onore del carabiniere-eroe Salvo D'Acquisto nell'omonima piazza, nota per i napoletani col toponimo di piazza Carità.  Lì il Presidente della Camera che era alla cerimonia col sindaco Luigi de Magistris, in un momento molto significativo ha intonato anche la canzone "Bella ciao", canto simbolo della Resistenza italiana, che era stata cantata spontaneamente dai tanti presenti in piazza mentre la banda dei Carabinieri eseguiva la Canzone del Piave e subito prima, l'inno di Mameli. In piazza Carità erano esposti gli striscioni dell'Anpi di Napoli e bandiere dei sindacati, di Articolo Uno-Mdp e del Partito comunista.

Il presidente della Camera Roberto Fico ha innalzato la bandiera dell'Anpi, l'associazione nazionale partigiani, al termine della celebrazione: "Ci siamo detti che questa città, la mia città, si è liberata da sola. Le Quattro giornate di Napoli sono state un grandissimo esempio. Sono orgoglioso della mia città e della Liberazione e ringrazio loro che mi hanno dato la possibilità di essere presidente della Camera"

Roberto Fico ha parlato a lungo coi giornalisti, sollecitato su vari temi, ovviamente in primis le frizioni con l'alleato di governo, la Lega Nord, rappresentata dal vicepremier Matteo Salvini che oggi non ha presenziato in alcuna cerimonia per la Liberazione. "Ognuno decide ciò che fa delle sue giornate. Non ho niente da rispondere. Dico solo che la lotta alla mafia si fa ogni giorno. Il 25 aprile si festeggia il 25 aprile – ha detto Fico -. Devono festeggiare tutti, ognuno fa come vuole. Quelli del 25 aprile sono principi, valori costituzionali che non vanno mai messi in discussione".

Il fatto che io sia Presidente della Camera, senza essere figlio di un politico, significa che ci si può esprimere per parlare ed esprimere le proprie idee, che c'è democrazia. In questi anni è stato fatto un percorso che dalla Liberazione e dalla caduta del fascismo ad oggi ci ha portato a compiere tanti passi avanti. Sono qui fisicamente a Napoli per celebrare il 25 aprile ma sono in tutti i luoghi in cui si celebra questa ricorrenza: l'anno scorso ero a Roma, ora a Napoli e poi sarò a Marzabotto. Noi siamo istituzioni antifasciste perché deriviamo dal 25 aprile, a cominciare dalla libertà di esprimersi e di agire". Sullo striscione inneggiante a Mussolini, "molto facile esporre oggi quello striscione – ha detto Fico – ma sarebbe stato molto più difficile fare il contrario ovvero esporre striscione che inneggiava agli ideali democratici in epoca fascista".