Si chiama Mario, ma quasi tutti a Napoli lo chiamano "il batterista rivoluzionario", come testimonia anche una pagina Facebook a lui dedicata. La particolarità di Mario è che suona il suo scooter: sì, armato di un paio di bacchette, di un paio di piatti da batteria e di un paio di caschi legati con mezzi di fortuna al suo motorino, l'uomo suona le percussioni. Oggi, mercoledì 24 aprile, complici probabilmente anche il sole e il gran caldo che hanno fatto capolino sul capoluogo campano, Mario è tornata ad esibirsi: ha posizionato lo scooter in piazza Trieste e Trento, nel cuore di Napoli, e ha cominciato a percuoterlo con le bacchette, davanti ai numerosi cittadini e turisti che hanno affollato la città oggi, ai quali Mario non chiede mai soldi.

Mario non si esibisce, infatti, per l'elemosina: chi lo conosce, dice che sia il suo modo per curare la depressione. Eppure, era da qualche tempo che Mario non si esibiva per le strade del centro di Napoli. Anzi, ad un certo punto le sue condizioni di salute avevano destato la preoccupazione di quanti lo conoscono, o hanno imparato a conoscerlo e volergli bene: Mario era stato portato all'ospedale San Gennaro, al Rione Sanità; il batterista rivoluzionario era stato attenzionato, come si dice in gergo, dalle forze dell'ordine. Il suo scooter, con tutto l'armamentario utile per suonare, era stato addirittura sequestrato. Il singolare batterista era sparito per un po' dalla circolazione: oggi, come testimoniano i video di numerosi napoletani su Facebook, Mario è tornato ad esibirsi.