“Al Sud clientelismo e violenza”: il libro scolastico di Storia fa infuriare i napoletani
«Le regioni meridionali hanno un'identità civile profondamente diversa da quella delle regioni centrosettentrionali». La frase, sicuramente dura ma per certi versi vera, è messa nero su bianco su un libro di Storia destinato agli studenti delle scuole superiori. Un libro che però nelle riflessioni successive si spinge ben oltre, definendo le regioni del Sud Italia «dominate da un individualismo diffidente, nel quale gli interessi dela fmaiglia o del clan si antepongono, e inevitabilmente si contrappongono, a quelli dello Stato e della collettività nazionale; su quwesto sottofondo pesano nogli intrecci clientelari e la pervasività della violenza come pratica diffusa e sostanzianente accettata per la risluzione dei conflitti». Frasi durissime che non possono non indignare, tanto che in molti, a Napoli, si sono chiesti come mai questo libro e fazioso così estremo fosse stato adottato nelle scuole. Il volume è "La discussione storica", edizioni scolastiche Bruno Mondadori ed è uno dei tre tomi destinati all'analisi della storia nelle scuole medie superiori.
«Camilla Russo è una studentessa napoletana che – spiegano Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli della Radiazza – sfogliando le pagine del proprio libro di Storia delle superiori, si è trovata dinanzi a vere e proprie ingiurie nei confronti della sua terra e l'ha voluto denunciare pubblicamente. Questo testo per quello che vi è scritto dovrebbe essere ritirato dalle librerie e di certo non adottato nelle scuole napoletane e campane".