Gli emergenti da un lato, i vecchi clan dall'altro. E, a sconquassare gli equilibri, con l'intenzione di dare uno scossone all'ago della bilancia, un terzo protagonista, entrato di prepotenza nel conflitto. Tra i vicoli di Napoli la voce è una: nella partita per mettere le mani sui Quartieri Spagnoli, oltre i Saltalamacchia, i Ricci e gli Esposito, ora gioca anche il clan Sibillo. Le nuove leve del gruppo camorristico che da sempre ha la sua roccaforte ai Decumani si sarebbero spostate verso l'area alle spalle di via Toledo, fornendo appoggio a nuovi alleati del gruppo Saltalamacchia; il sostegno sarebbe principalmente militare, con giovanissimi soldati di camorra dal grilletto facile.

Il patto sarebbe suggellato da un rapporto di parentela che lega i vertici dei Sibillo con quelli di uno dei gruppi che ruotano intorno al clan emergente della Pignasecca. In questo contesto ancora in divenire si collocherebbero gli ultimi episodi di sangue registrati in zona, tra “stese” e atti intimidatori contro le abitazioni di alcuni pregiudicati che potrebbero anche nascondere agguati mancati. Con la nuova spalla forte dei Sibillo, i Saltalamacchia si starebbero preparando per tentare l'assalto alle aree dei Quartieri che sono ancora sotto l'influenza degli altri gruppi criminali.

E il nemico numero uno sarebbe il clan Mariano. In atto non c'è nessuna riorganizzazione della storica cosca, ma la scarcerazione dell'ex boss Ciro Mariano, che di recente ha lasciato il carcere dopo 27 anni di detenzione ed è tornato a vivere nelle strade dove è nato e cresciuto, è una tempesta anche sotto solo il profilo simbolico e avrebbe rinvigorito i vecchi pregiudicati che un tempo erano legati ai “Picuozzi” e che nell'ex boss vedono ancora un punto di riferimento.