«Savè questa è civiltà. Lo sconto è un atto d'amore del venditore per il compratore. In un paese veramente civile lo sconto dovrebbe essere obbligatorio e diverso da persona a persona». Così diceva il professor Gennaro Bellavista, il fortunato personaggio nato dalla penna di Luciano De Crescenzo e diventato bel film su Napoli negli anni Ottanta a Saverio lo spazzino, suo allievo prediletto insieme a Salvatore il portiere. In tempi di Black Friday, la filosofia tutta del professor Bellavista era racchiusa in un siparietto delizioso, quello dell' «amico della signora Rinascente», ovvero l'anziano che incurante dei prezzi fissi praticati dal grande magazzino («E non a Napoli, a Milano!») chiedeva alla commessa di praticarle uno sconto raccontandogli come era arrivato a scegliere di acquistare un pezzo nuovo anziché far riparare il famoso tostapane «col toast provola e prosciutto» che si era rotto.

Ovviamente lo sconto non arrivava, ma il caparbio nonnetto napoletano che millantava l'amicizia con «la signora Rinascente» ci provava ugualmente. E chissà cosa direbbe il professor Bellavista,  oggi che il Grande Sconto viene applicato un giorno all'anno e basandosi non sul calendario italiano bensì su quello americano, non per simpatia o per eloquio, non per richiesta o per raccomandazione, bensì per la legge del tempo: chi tardi arriva male alloggia. E arriveremmo a discutere come in quell'altra scena bellissima di Così parlò Bellavista, quella della fretta eccessiva e della smania del consumo, quelll'affrancatura ‘espresso'.