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Una Smart già in parte smontata, 60 batterie esauste provenienti da chissà dove e accatastate in giardino. Quello scoperto dai carabinieri in casa di un pregiudicato, a Marano, in provincia di Napoli, potrebbe essere uno dei "centri di raccolta" delle batterie rubate e un'officina improvvisata dove far sparire le automobili provento di furto. E proprio a questi traffici potrebbe essere legata la grossa somma di denaro che era nascosta in  un comodino. Nei guai ci sono finiti padre e figlio, di 58 e 30 anni, il secondo incensurato, residenti nella stessa abitazione di Marano. L'operazione è scattata ieri, 22 aprile, nel giorno di Pasquetta. I carabinieri della Compagnia di Marano di Napoli, al termine di una indagine sul territorio, hanno raggiunto l'edificio dove abitano i due e sono partiti con la perquisizione domiciliare. I soldi erano dentro la casa, divisi tra una cassaforte e un comodino della camera da letto: 39.700 euro, in contanti, di cui i due non hanno voluto fornire spiegazioni. Nel corso del controllo sono state trovate anche delle armi: 3 fucili e 3 pistole, che erano di proprietà del 30enne e che erano custodite legalmente ma senza gli accorgimenti imposti dalla legge, e 159 proiettili di vario calibro, più di quanti l'uomo era autorizzato a detenere. Nel giardino, l'automobile e le batterie. La vettura, dopo un veloce controllo, è risultata essere stata rubata pochi mesi fa in un comune limitrofo; le targhe erano state già rimosse, presumibilmente il passo successivo sarebbe stato lo smontaggio dei pezzi o il "pezzotto", con punzonatura del telaio e l'apposizione di nuove targhe per rivenderla.

Vicino alla Smart c'erano anche le 60 batterie, sulla cui provenienza sono in corso altre indagini: è possibile che siano state rubate dalle automobili in sosta o da qualche deposito, per ricavarne il piombo o per rivenderle. I due sono stati denunciati per ricettazione, smaltimento illecito di rifiuto e per possesso ingiustificato di valori, il figlio anche per omessa custodia di armi.