Arrestato con l'accusa di molestie verso la figlia, e rilasciato dopo oltre tre mesi su cauzione. Ma la vicenda, in realtà, non sarebbe altro che un gigantesco errore, causato probabilmente dalla cattiva conoscenza della lingua italiana di due animatori della nave da crociera dove la famiglia si trovava la scorsa estate. E' quanto accaduto ad un uomo, un architetto del Casertano, sposato con una professoressa anch'essa del posto, che dal 24 agosto scorso è stato raggiunto dalla più infamante delle accuse: quella di presunte molestie verso la figlia. L'uomo, rilasciato poi solo il 14 dicembre su cauzione, intende ora rivalersi sui due animatori, denunciati per calunnia alla Procura di Napoli Nord.

La ricostruzione della vicenda

Tutto sarebbe accaduto lo scorso 24 agosto a Corfù, isola al largo della costa occidentale greca. Due animatori, un uomo ed una donna originari rispettivamente del Brasile e di El Salvador e con poca dimestichezza con la lingua italiano, avrebbero appreso direttamente da una bambina di aver subito delle molestie dal padre, dopo che quest'ultimo l'aveva lasciata con gli animatori prima di scendere dalla nave da crociera per un'escursione assieme alla moglie. Ma si sarebbe trattato di un gigantesco equivoco, come spiegato dagli avvocati dell'uomo, Maurizio Zuccaro ed Ilaria Grumetto. "I due dipendenti della compagnia non hanno neppure una perfetta conoscenza della lingua italiana e la bimba, ascoltata da una psicologa del posto, per un'ora, grazie alla collaborazione di una interprete locale, ha anche riferito di non avere mai detto di avere subito delle molestie dal papà", hanno spiegato. Insomma, un gigantesco malinteso che è costato all'uomo 112 giorni di carcere in Grecia, ed un rilascio su cauzione dopo aver pagato cinquemila euro. "Sta di fatto che quel tragico 24 agosto, il professionista è stato arrestato ed incarcerato, mentre la moglie è rimasta a Corfù con la figlia, letteralmente abbandonati a loro stessi, mentre la nave riprendeva la crociera come se nulla fosse successo. Noi intendiamo chiedere conto anche di questo alla compagnia".