Si era presentato negli uffici postali per incassare i 600 euro previsti dal governo per i lavoratori autonomi ed erogati per fronteggiare l'emergenza coronavirus, ma in realtà i suoi documenti erano falsi e non ne aveva alcun diritto. A finire nei guai è un cittadino di origini pakistane, risultato essere un uomo incensurato di quarant'anni, che ora dovrà rispondere di tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità materiale commessa dal privato, reati per i quali è stato denunciato dai carabinieri.

La vicenda è accaduta a Frattamaggiore, nell'hinterland napoletano: l'uomo, finora senza precedenti penali, si è presentato negli uffici postali esibendo una carta di identità ed una tessera sanitaria palesemente contraffatte, come spiegato dai carabinieri. Sui documenti aveva infatti incollato una sua foto, tentando così di convincere l'impiegata che fosse davvero lui. L'impiegata che si trovava allo sportello, insospettitasi dai documenti sui quali la fotografia era stata attaccata con dello scotch, ha quindi preso tempo ma nel frattempo ha allertato i carabinieri della locale stazione.

Sul posto, i militari dell'Arma giunti poco dopo hanno scoperto che si trattava di documenti contraffatti in malo modo, ed è scattato così il sequestro degli stessi e la denuncia dell'uomo, che per aver tentato di incassare l'indennità prevista per i lavoratori autonomi e per aver falsificato i documenti che aveva con sé, è stato denunciato per tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità materiale commessa dal privato: rischia da due a sette anni per il primo reato e fino a cinque anni per il secondo.