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Calcioscommesse, ex procuratore: “Izzo? Istruzione bassa”. Giudice: “Spogliatoio non è Sorbona”

Nuova udienza del processo calcioscommesse al Tribunale di Napoli. Sentito l’ex-procuratore di Izzo, Paolo Palermo. Contestata dall’accusa la motivazione che portò il calciatore a lasciare Avellino nell’estate 2014, poco dopo le due partite “incriminate” contro Modena e Reggina. “Bassa istruzione” quella di Izzo secondo l’ex-procuratore, il giudice replica: “Spogliatoi non sono la Sorbona”.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Armando Izzo con la maglia dell'Italia durante Finlandia-Italia lo scorso 8 settembre a Tampere per le qualificazioni ad Euro 2020.
Armando Izzo con la maglia dell’Italia durante Finlandia–Italia lo scorso 8 settembre a Tampere per le qualificazioni ad Euro 2020.

Botta e risposta tra Paolo Palermo, ex-procuratore di Armando Izzo, ed il presidente della giuria durante il processo sulle presunte partite truccate organizzate dal clan Vanella Grassi di Secondigliano. L'udienza si è svolta nell'aula 215 del Tribunale di Napoli nella giornata di ieri: Izzo, oggi difensore del Torino e della Nazionale Italiana, era stato squalificato per 18 mesi (poi ridotti a 6) il 12 aprile 2017 dal Tribunale Federale Nazionale, dopo le indagini ed il processo sportivo che riguardava, nel suo caso, le partite Modena-Avellino 1-0 del 17 maggio 2014 e Avellino-Reggina 3-0 del 25 maggio 2014, dopo che era stato accusato di concorso esterno in associazione camorristica e frode sportiva. La prossima udienza del processo a questo filone del calcioscommesse si terrà davanti alla VI Sezione Penale del Tribunale di Napoli il prossimo 17 ottobre.

L'ex-procuratore del difensore granata è stato chiamato a testimoniare proprio sul periodo in cui Armando Izzo vestiva la maglia biancoverde dell'Avellino: il pm Maurizio De Marco ha chiesto all'ex-procuratore di Izzo di motivare le cause che portarono il suo ex assistito a lasciare Avellino al termine della stagione 2013/2014, quella dove avvennero le due partite "incriminate". Secondo Palermo, Izzo avrebbe avuto problemi di spogliatoio, mentre l'accusa altro: in particolare, il quadro accusatorio riporta intercettazioni nella quali Palermo stesso sarebbe arrabbiato con Izzo perché quest'ultimo continuerebbe ad avere rapporti con una certa tipologia di personaggi con i quali, invece, l'ex procuratore gli consigliava di tagliare i rapporti. L'avvocato di Izzo, Rino Nugnes, ha invece chiesto a Palermo di descrivere il proprio ex assistito, visto che lo conosce da quando aveva sedici anni. Palermo ha rimarcato il fatto che abbia un basso livello di istruzione: un passaggio che lo stesso Izzo aveva messo in evidenza in una lettera aperta, definendosi "ignorante, ma onesto". Il presidente della giuria, a quel punto, ha rimarcato questo aspetto sottolineando che "è risaputo che gli spogliatoi non sono certo la Sorbona".

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