Se noleggi una automobile da Ecoviarent, società con sede legale a Trento (anche se la vicenda in questione è avvenuta al banco noleggi dell'aeroporto di Verona, in Veneto) il foglio di richiesta ha qualcosa che balza subito all'occhio dell'utente. Insieme alle generalità e ai contatti c'è una domanda a scelta multipla che recita: «Viaggerà nei seguenti paesi a rischio?». Ci si immagina che tra le risposte possibili vi siano nazioni in guerra o in allarme terrorismo grave. E invece i "paesi" a rischio sono Campania, Puglia e Sicilia. In pratica all'autonoleggio del Trentino Alto-Adige si ipotizza che  mezzo Sud-Italia sia in assetto da guerra civile.

Il rischio, poi, qual è? Non è dato sapere ma spulciando bene i contratti proposti dalla società emerge che si tratta ovviamente del rischio di furto d'auto. Lo dimostra una postilla inserita nel contratto (scaricabile via web): «Attenzione -recita –  in caso di furto nelle regioni Campania, Puglia e Sicilia, l’eliminazione della franchigia furto non sarà valida. Le franchigie saranno aumentate del 30%».  La franchigia è, in campo assicurativo, quella parte di danno che resta comunque a carico dell'assicurato.

Napoli non è la capitale dei furti d'auto: nel 2017, stando ai dati diffusi dalla Polizia di Stato è Roma la città che denuncia più reati del genere. Terza Milano, poi Bari. La Campania è tristemente in testa con la percentuale di furti, ma la regione Lazio viene subito dopo. Eppure non è considerata "a rischio". Come mai?