Cartelle pazze della Tari: 30mila sono sbagliate, è ancora caos agli uffici
Trentamila cartelle della Tari, la nuova tassa sui rifiuti solidi urbani, sono sbagliate. Il Comune di Napoli ne ha emesse 300mila ma il 10% di queste fatture hanno importi superiori del doppio o del triplo rispetto alla tariffa corretta. Il risultato? Un pellegrinaggio infinito dei contribuenti tartassati ingiustamente e giustamente infuriati dinanzi all'edificio dell'ufficio Tributi del Comune di Napoli, in corso Arnaldo Lucci, per capire qual è la verità. Il motivo del disguido? Il vecchio software, secondo il Comune. Ma fatto sta che la frittata è fatta e negli uffici dell'Ente ora si cerca di mettere una pezza al disastro e aiutare i contribuenti vittime della Tari calcolata male.
Konsumer Campania denuncia: "In 500 fanno la fila tutti i giorni dalle prime luci dell’alba, spesso con tre ore di anticipo sull’apertura dei cancelli, di fronte agli uffici comunali di Corso Lucci. Solo in 2mila riescono ad entrare (questa la capienza giornaliera), per contestare le cartelle che sembrano proprio essere completamente sballate quasi per tutti. “Addirittura, c’è chi ha ricevuto un avviso di 800 euro anziché di 400″ attacca Luigi Matera, vicepresidente Nazionale e Presidente di Konsumer Campania.
Cartelle pazze della Tari: interviene il Comune
"Chi ha sbagliato deve pagare": è quello che Luigi de Magistris chiede alla sua giunta, in particolare all'assessore al Bilancio Salvatore Palma in merito alle “cartelle pazze” per il pagamento della Tari (la tassa sui rifiuti). Il Comune verificherà le anomalie, questa la promessa di Palazzo San Giacomo. Tuttavia la situazione resta immutata e da giorni continuano le file davanti agli uffici di corso Arnaldo Lucci. Sono i cittadini tartassati a chiedere lumi ai terminali amministrativi. La domanda è sempre la stessa: "Ma perché devo pagare così tanto?".
