Oltre duecentocinquanta abitazioni, dal valore di circa sessanta milioni di euro, sono state sequestrate dai carabinieri della compagnia di Torre del Greco a Volla, nel napoletano. Sedici invece le persone indagate dalle forze dell'ordine, che hanno eseguito cinque decreti di sequestro preventivo sui vari complessi abitativi, emessi dal gip del Tribunale di Nola e su richiesta della locale procura, che ha coordinato l'intera attività investigativa svolta invece dai carabinieri di Volla.

Le abitazioni, pronte ad essere abitate da ignari acquirenti che, all'oscuro di tutto, hanno rischiato anche di accendere dei mutui per una casa che in realtà sarebbe stata sequestrata dalle forze dell'ordine, non potevano infatti essere utilizzate come tali. In pratica, il loro status di "non residenziale" era stato modificato in "residenziale", trasformandole così in abitazioni pur non potendo invece diventarle. Secondo le normative vigenti, infatti, i complessi erano stati costruiti (in seguito ad una presentazione di Segnalazione Certificata di Inizio Attività in sanatoria) per ospitare servizi medici, servizi scolastici e parcheggi. Ed invece, erano diventate vere e proprie case abusive, in barba alla legge che non consente questo cambio di utilizzazione, e nello specifico spiega che: "i soli mutamenti di destinazione d'uso consentiti sono tra le diverse tipologie di attività richiamate dal comma 7, con l’esclusione dunque dell’uso residenziale". E dunque, edifici che in nessun caso potevano diventare residenziali. Sedici gli indagati, tra cui proprietari-committenti, progettisti e responsabili delle imprese esecutrici dei lavori. Il valore degli immobili è pari a circa sessanta milioni di euro: le strade in cui sono stati sequestrati gli immobili si trovano su Via Traversa Privata di Vittorio, Via Leopardi, Via Rossi, Via Dante Alighieri, Via Fraustino, Via Sambuco e Piazza Vanvitelli, tutte nel cuore di Volla.