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Potenzialmente velenose: una sentenza agghiacciante, se si pensa che arriva in merito a delle vongole pescate nella melma alla foce del fiume Sarno, a Castellammare di Stabia, nella provincia di Napoli, e vendute nella pescherie, a uso e consumo dei cittadini. Come riporta Il Mattino, le analisi effettuate dall'Arpac e dall'Istituto Zooprofilattico di Portici, lascerebbero veramente pochi dubbi: le cozze ricoperte di melma e sabbia, pescate nel fiume, sono potenzialmente velenose, se consumate, per la salute pubblica, con il rischio di contrarre malattie, anche gravi. L'Agenzia per la protezione ambientale e l'Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno hanno effettuato, rispettivamente, analisi sulla sabbia e sull'acqua nelle quali erano contenute le vongole: anche se gli esiti finali verranno comunicate soltanto nei prossimi giorni, i risultati preliminare spaventano. Nella sabbia, infatti, sono stati rinvenuti dei metalli pesanti, anche se non è ancora noto di quale tipologia e in quali concentrazioni; l'acqua, invece, presentava tantissimi virus, come quelli dell'epatite e della salmonella.

Le indagini condotte dalla Guardia Costiera di Castellammare di Stabia, coordinate dal comandante Ivan Savarese, hanno portato all'individuazione di un sub che, dopo essersi immerso nel Sarno, pescava dalla melma le vongole incriminate. L'uomo è stato arrestato con l'accusa di pesca vietata, ma rischia ancora grosso: le analisi sulle vongole saranno consegnate alla Procura di Torre Annunziata; se dovesse essere confermata la loro velenosità, l'accusa nei confronti del pescatore di frodo potrebbe cambiare in attentato alla salute pubblica.