La foto di Antonio Orlando, sessantenne, ritenuto il reggente del clan camorristico degli “Orlando–Nuvoletta–Polverino”, su un documento parzialmente bruciato recuperato dalle forze dell’ordine.
in foto: La foto di Antonio Orlando, sessantenne, ritenuto il reggente del clan camorristico degli “Orlando–Nuvoletta–Polverino”, su un documento parzialmente bruciato recuperato dalle forze dell’ordine.

Antonio Orlando, latitante da quindici anni, era uno dei ricercati più pericolosi d'Italia. Il boss del clan camorristico degli Orlando-Nuvoletta-Polverino è stato catturato dai carabinieri in un appartamento a Mugnano, Napoli. I militari hanno notificato al boss sessantenne due ordinanze di custodia cautelare in carcere per le accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso emesse dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

Antonio ‘o mazzolino', così è soprannominato il boss, cambiava spessissimo rifugio e probabilmente entro pochi giorni avrebbe cambiato nuovamente il suo nascondiglio. Così da quindici anni scappava all'arresto. Orlando gestiva il traffico di droga dal Marocco, da dove importava hashish, e il riciclaggio di denaro.  Il boss è stato catturato questa mattina alle prime luci dell'alba dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna.

Informazioni preziose sulla struttura e il vertice del clan degli Orlando e sui rapporti con le famiglie Polverino e Nuvoletta sono state fornite negli anni dal pentito Roberto Perrone, che ha raccontato agli inquirenti: “Antonio Orlando, il capoclan, ha incontrato Giuseppe Polverino nel 2010 e l’incontro si concretizzò attraverso l’interessamento di Lelluccio ‘o biondo. Gli Orlando erano inizialmente legati ai Nuvoletta. Ci fu uno scontro tra i Polverino e i Nuvoletta, allorquando Peppe ‘o Barone diede uno schiaffo ad Antonio Nuvoletta, meglio noto come ‘o Lepre. Armando Orlando, da tutti conosciuto come ‘o Tamarro, fece da paciere. Gli Orlando e Polverino decretarono la morte di Peppe Gala, detto ‘o Showman, in quanto ritenevano fosse un confidente della polizia. La decisione fu assunta nel corso di una riunione che si tenne ai “Carrisi”. Polverino in più di un’occasione disse agli Orlando di fare attenzione ai Nuvoletta, in quanto gelosi della loro condizione”.