Qualche giorno fa Gennaro Ciliberto, testimone di giustizia aveva denunciato l'infiltrazione della criminalità nel business che ruota intorno alle elezioni: racket delle affissioni, personaggi loschi davanti ai comitati elettorali e liste di impresentabili. A commento delle velenose affermazioni di Ciliberto sono arrivate le parole di Giuseppe de Cristofaro, ex componente della commissione antimafia: "Quelle di Ciliberto sono denunce fondate, non sono purtroppo una novità", commenta il senatore di Sinistra Italiana, "di qui però ad avere gli strumenti per provare che questi brutti ceffi sono legati alla criminalità, ne passa. Purtroppo non ci sono adeguate misure di contrasto a questi fenomeni, particolarmente spiccati durante le elezioni amministrative". De Cristofaro pone l'accento sul proliferare dei candidati che sono scesi in campo per questa tornata elettorale: "Si dovrebbe ragionare su due fatti che sono avvenuti in contemporanea: la diminuzione del numero degli elettori e l'aumento del numero dei candidati: questo accade perché le elezioni sono diventate purtroppo un vero mercato del voto, con alcune liste che non hanno dignità né politica né civica ma sono formazioni elettorali di brevissima durata".

È intervenuta anche la parlamentare del Pd Luisa Bossa, anch'essa componente della commissione antimafia: "Se ci sono profili penalmente rilevanti, il testimone di giustizia Ciliberto, come ha fatto una denuncia pubblica, ha il dovere di andare a denunciare davanti alla magistratura quanto ha visto. Si tratta infatti di fatti inquietanti, che se fossero veri andrebbero denunciati". E commenta anche il respingimento della richiesta di candidatura da parte di Ciliberto: "Quanto alla sua impossibilità di candidarsi, se magistrati e forze dell'ordine pensano che sia meglio in questo modo, avranno i loro motivi».

Davide Mattiello, parlamentare del Pd che si occupa proprio dei testimoni di giustizia all'interno dell'antimafia, spezza una lancia a favore di Ciliberto: "Vorrei capire per quale motivo il Viminale non abbia messo Ciliberto nelle condizioni di candidarsi. La ragione, se c'è, non può essere la necessità di mimetizzazione finalizzata alla protezione. Cittadini come Gennaro Ciliberto sono preziose risorse per la Repubblica