Venti di bufera sulle prove preselettive per l'assunzione di 33 infermieri presso l'Azienda ospedaliera dei Colli. Dopo le prime proteste, scatenatesi già alla pubblicazione del bando per la "questione" del correttore, stavolta la protesta dei partecipanti è relativa alla presenza di "parenti ed amici di sindacalisti e dirigenti dell'azienda stessa". Lo ha scritto, in un lungo post su Facebook, il consigliere regionale e presidente della Commissione Trasparenza Valeria Ciarambino, del Movimento Cinque Stelle.

"Nelle ultime ore siamo stati tempestati di segnalazioni da parte di candidati che hanno preso parte alle prove pre-selettive per l'assunzione di 33 infermieri presso l'Azienda ospedaliera dei Colli", ha scritto la Ciarambino, "Da quello che apprendiamo, tra le 433 persone che hanno superato questo primo step, sarebbero ricompresi tutti gli interinali già in forza alla medesima azienda, molti altri sarebbero parenti o amici di sindacalisti piuttosto influenti e dirigenti dell'azienda stessa. Tale esito, se confermato, coinciderebbe esattamente con quanto denunciato in una nota pervenuta molto tempo prima dello svolgimento delle prove".

"Già all'indomani della due giorni di selezioni", ha proseguito la Ciarambino, "avevamo segnalato una serie di presunte irregolarità denunciateci da molti dei partecipanti ai test, che ci avevano addirittura inviato immagini e video che proverebbero l’utilizzo di cellulari in aula da parte di molti candidati. Inoltre, stando sempre alle segnalazioni ricevute, a conclusione delle prove, i candidati non avrebbero riposto il proprio test nella busta da sigillare, ma si sarebbero messi in fila con i loro elaborati da consegnare, col rischio di poterli ancora modificare. Ricordiamo", ha aggiunto, "che nelle settimane che hanno preceduto le prove pre-selettive, grazie ad una nostra segnalazione a tutte le autorità ispettive regionali e alla Procura della Repubblica, avevamo ottenuto che fosse cambiato un regolamento che creava i presupposti per possibili irregolarità, dal momento che legittimava la facoltà di effettuare correzioni anche dopo l’espletamento della prova concorsuale. Evidentemente non è bastato".

"Alla luce delle nuove segnalazioni che continuano a pervenirci", ha concluso la Ciarambino, "chiediamo l'annullamento della prova e nei prossimi giorni inoltreremo un esposto alla Procura della Repubblica. Inoltre, attiveremo in questi giorni uno sportello per offrire una consulenza legale gratuita ai tanti partecipanti che intendano presentare ricorso contro quello che, ad oggi, sembrerebbe un concorso ad hoc per i soliti noti".