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Covid 19
21 Marzo 2020
13:58

Attivato un termoscanner per chi entra nel carcere di Poggioreale

Un termoscanner all’interno del carcere di Poggioreale, per contrastare ulteriormente la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato l’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria. Nel carcere partenopeo, anche dispenser di gel disinfettanti, dispositivi di protezione individuale e rispetto della distanza di sicurezza.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Immagini di repertorio
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Un termoscanner all'interno del carcere di Poggioreale, per controllare la temperatura di chi entra nella struttura detentiva napoletana, come ulteriori misura di contenimento verso il coronavirus. Lo ha reso noto l'Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria (Osapp): l'installazione avverrà a breve, e sarà subito operativo. Oltre al termoscanner, tra le altre misure ci sono i dispenser di gel disinfettanti, a disposizione per il personale e per i detenuti, mentre è già iniziata la distribuzione dei dispositivi di protezione individuale (DPI), con un'altra prevista a stretto giro.

Soppresso invece il servizio bar interno al carcere di Poggioreale, mentre il rispetto delle distanze minime individuali, altra misura necessaria per arginare la diffusione del coronavirus, viene fatto rispettare sotto stretto controllo del personale interno. "Confidiamo anche nel buonsenso dei familiari dei detenuti", ha spiegato Luigi Castaldo, vice segretario regionale dell'Osapp in Campania. Lo stesso Castaldo ha poi auspicato anche "maggior celerità negli investimenti per la tutela della sicurezza e della salute e maggiore gratitudine per il delicato e rischioso compito etico-sociale della Polizia Penitenziaria". Nei giorni scorsi, la situazione nel carcere di Poggioreale (così come in altri carceri d'Italia) si era fatta incandescente, sfociando in vere e proprie rivolte tra i detenuti all'interno e manifestazioni dei parenti all'esterno, dopo la notizia che i colloqui tra i primi e i secondi sarebbero stati interrotti per arginare, ulteriormente, la diffusione del coronavirus all'interno delle carceri italiani.

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