I decumani sono tre delle più antiche strade di Napoli che scorrono nel cuore del centro storico partenopeo, attraversandolo da Est a Ovest, create in epoca greca, alla fine del sesto secolo avanti Cristo. Oggi sono dichiarate addirittura Patrimonio dell'Unesco. Si dividono in decumano superiore, maggiore e inferiore: qui hanno sede numerose botteghe storiche, tra cui quelle legate all'arte dei presepi, alberghi, università, pizzerie e luoghi di interesse culturale della città all'ombra del Vesuvio. Passeggiando per queste vie, nei pressi di Spaccanapoli e dei Tribunali, è possibile ammirare la cultura napoletana nelle sue forme più semplici. Ecco, allora, tutto quello che c'è da sapere sui Decumani, da non perdere se si desidera visitare e conoscere a fondo Napoli.

Perché si chiamano "decumani"? L'origine del nome

Spaccanapoli dall'alto (Wikipedia).
in foto: Spaccanapoli dall’alto (Wikipedia).

Il termine "decumano" deriva dal latino "decumanus", con il quale si indicava generalmente una strada che correva in direzione Est-Ovest nelle città romane, secondo uno schema ortogonale, o a scacchiera, per il quale queste venivano suddivise in isolati quadrangolari uniformi. I decumani incrociavano i cardini, disposti, invece, da Nord a Sud. Di regola, all'incrocio di queste due direttrici principali si trovava quasi sempre il "forum", ossia la piazza principale della città, che oggi corrisponderebbe a piazza San Gaetano. Questo è il nome utilizzato in via ufficiale, anche se le vie di Napoli sono di origine greca, quindi precedenti all'avvento della potenza di Roma. Per i greci, infatti, la rete stradale era caratterizzata da strade principali (chiamate plateiai) e strade secondarie (stenopoi) che combinate tra loro dividevano lo spazio in isolati quadrangolari regolari. Si pensa che le strade secondarie di Napoli che tagliano le tre plateiai siano più o meno venti. La strada principale è quella che oggi è identificata con via dei Tribunali.

Maggiore, superiore e inferiore: mappa e differenze

Il decumano inferiore e quello superiore sono sostanzialmente simili, mentre il maggiore è quello più largo e lungo e rappresenta la via principale della città di Napoli. Ecco le loro caratteristiche e cosa si può trovare passeggiando al loro interno.

Decumano maggiore (via dei Tribunali)

Il decumano maggiore corrisponde all'attuale via dei Tribunali, al cui centro si trova piazza San Gaetano, l'agorà per eccellenza dell'epoca greca, dove si incontrava la cittadinanza e avvenivano gli eventi più importanti. Oggi, proprio in questo luogo si trova, oltre alla chiesa di San Lorenzo Maggiore, tra le più belle di Napoli, e l'inizio di via San Gregorio Armeno, la strada dei presepi e tra le più simboliche della città, l'ingresso per la visita a Napoli Sotterranea. Ma bisogna percorrerla tutta per capirne l'importanza: partendo dai resti di mura greche in piazza Bellini, si arriva al Conservatorio San Pietro a Majella e al palazzo monumentale Spinelli di Laurino, con le sue leggende di fantasmi. Lungo il tragitto, non si può restare indifferenti davanti alle numerose pizzerie e locali di street food dove assaggiare i piatti tipici della tradizione partenopea.

Decumano superiore

Questo decumano corrisponde alle odierne via della Sapienza, Pisanelli, dell'Anticaglia e degli Apostoli. Procedendo dal Largo Regina Coeli, si possono ammirare l'omonimo convento, in cui sono conservate opere di Stanzione e Luca Giordano, la chiesa delle suore di clausura delle Trentatrè e i resti di un antico teatro romano, fino ad arrivare a via Duomo, dove si trova a sua volta la cattedrale cittadina e il Museo del Tesoro di San Gennaro, dove è conservato uno dei patrimoni artistici più preziosi del mondo, secondo solo a quello della corona della Regina Elisabetta d'Inghilterra e agli Zar di Russia.

Decumano inferiore (Spaccanapoli)

Il decumano inferiore è chiamato comunemente Spaccanapoli. A stupire è la sua linearità. Ammirandola dall'alto, infatti, la strada divide la città antica in due parti tra il Nord e il Sud. La sua conformazione è cambiata nel corso del tempo. In origine, cominciava dalla piazza di San Domenico Maggiore e proseguiva fino a via Duomo. In epoca romana, ha inglobato l'attuale zona della Chiesa del Gesù Nuovo e di Santa Chiara. Durante il Cinquecento il Viceré Don Pedro de Toledo avviò un processo di espansione territoriale verso la collina di San Martino, nella zona del Vomero, e allineò il decumano con un'arteria dei Quartieri Spagnoli, in modo da collegarli con il centro della città per favorire gli spostamenti. Tutte queste zone fanno oggi parte del decumano inferiore. Il suo cuore è rappresentato da via San Biagio dei Librai, mentre la parte finale corrisponde a via Giudecca Vecchia, una parte di Forcella, superato l'incrocio con via Duomo. Su questa strada, si trovano, tra gli altri, il palazzo Saluzzo di Corigliano, sede dell'Università Orientale, il palazzo di Sangro di Casacalenda, la Basilica di Santa Chiara e palazzo Venezia.