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Si era fatto ricoverare in ospedale per forti dolori all'addome, e poi aveva tentato di scappare, raggiungendo il capolinea degli autobus. Ma la sua fuga è stata interrotta prima che facesse perdere le proprie tracce, grazie alla polizia penitenziaria che è riuscita a riacciuffarlo prima che si dileguasse. Protagonista di questa vicenda un detenuto di ventidue anni napoletano, che in attesa di processo d'Appello sta scontando una pena di primo grado fino al 2026 nel carcere napoletano di Secondigliano. La vicenda del suo tentativo di fuga e della conseguente cattura è stata spiegata da Emilio Fattorello, segretario del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe).

Il tentativo di fuga è avvenuto domenica 22 settembre, attorno alle 16, quando il ventiduenne era ricoverato al Pronto Soccorso dell'ospedale Cardarelli. Mentre si stava sottoponendo a cure mediche fisiologiche, il giovane ha tentato la fuga, arrivando all'esterno della zona ospedaliera e raggiungendo il capolinea dei mezzi di trasporto pubblico. Ma prima che si dileguasse a bordo di un autobus, gli agenti della polizia penitenziaria sono riusciti a riacciuffarlo. "Soltanto grazie a loro è stato possibile", ha spiegato Fattorello, "sventare la clamorosa fuga del detenuto. Una cosa grave che poteva creare ulteriori seri problemi alla sicurezza e all'incolumità di tutti, dei poliziotti, dei detenuti, dei cittadini e dei ricoverati", ha aggiunto ancora il segretario Sappe per la Campania". La vicenda fa tornare alla memoria la fuga del detenuto polacco da Poggioreale poche settimane fa, quando l'uomo si era calato con un lenzuolo dalle mura durante una funzione religiosa a cui stava partecipando per poi essere catturato poco meno di 48 ore dopo.