Disastro Ctp: i bus sono spariti. L’Anci: “Intervenire subito”

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La crisi della Compagnia Trasporti Pubblici (CTP) di Napoli non sembra conoscere fine: bus fermi ed hinterland “staccato” sempre più dal centro. Disagi per i cittadini che vivono nelle province di Napoli e Caserta. Tuccillo: “Mettere fine alla situazione di precarietà che rischia di pregiudicare la coesione sociale di molte nostre comunità dell’hinterland”

La crisi della Compagnia Trasporti Pubblici di Napoli, comunemente detta CTP, non accenna a diminuire. L'azienda, gestita dalla città metropolitana di Napoli e che gestisce il trasporto pubblico principalmente nella provincia di Napoli e in quella di Caserta, si trova in una gravissime crisi finanziaria, e lo spettro del fallimento è davvero dietro l'angolo. Ed intanto, i bus restano fermi spaccando a metà il territorio del centro da quello della provincia.

Nell'ultimo sciopero, tenuto lo scorso 28 settembre, le percentuali di adesioni sono state alte: dai dati pubblicati proprio dalla CTP sul proprio sito ufficiale, risulta che hanno aderito allo sciopero 91 operatori di esercizio e  5 amministrativi, pari ad una percentuale complessiva del 49,2% su un totale di 624 lavoratori. Ma lo sciopero non è bastato, ovviamente, a sbloccare lo stallo attuale.  "In merito alla crisi irrisolta della CTP", ha spiegato Domenico Tuccillo, presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) della Campania, "raccogliamo la preoccupazione e il forte disagio di tutte le amministrazioni comunali della provincia di Napoli e Caserta interessate al servizio di trasporto locale. Nel contempo sollecitiamo le istituzioni interessate, a partire da Città Metropolitana di Napoli, ad affrontare con la massima determinazione e rapidità un’emergenza che dura da troppo tempo. Nelle ultime settimane", ha aggiunto ancora Tuccillo, "le ripercussioni su diverse amministrazioni e su migliaia di cittadini che usufruiscono del servizio si sono fatte particolarmente pesanti e penose. Occorre pertanto mettere fine alla situazione di precarietà che rischia di pregiudicare la coesione sociale di molte nostre comunità dell'hinterland napoletano e casertano e dare una soluzione stabile a un’azienda fondamentale nel trasporto pubblico locale".

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