"Sono sbalordito da questa sentenza, tutto lasciava sperare in una soluzione ottima, le parole che mi hanno detto alla Curia di Napoli, i due incontri con il Papa, le rassicurazioni: perché mi hanno accolto se mi ritenevano un bugiardo?". Per Diego Esposito, all'anagrafe Arturo Borrelli, la sentenza di assoluzione di Silverio Mura, l'ex parroco di Ponticelli che accusava di averlo abusato, è stata un fulmine a ciel sereno.

Proprio ieri, infatti, è stata divulgata la sentenza del tribunale ecclesiastico di Milano che "assolve pienamente il sacerdote e insegnante don Silverio Mura, stimatissimo nella scuola e nella parrocchia, dalla accusa di reiterati abusi sessuali e da tutte le accuse mossegli da Arturo Borrelli e da un'altra sedicente vittima, a distanza di oltre 24 anni." Finisce così, almeno, per quanto riguarda la giustizia ecclesiastica, la vicenda di Arturo Borrelli, da anni promotore della lotta contro gli abusi sui minori.

Da un anno i rapporti tra Borrelli e la Curia si erano distesi ed era iniziato un dialogo che sembrava preludere a un compromesso. "Anche al mio avvocato hanno parlato di una sentenza positiva, siamo rimasti sbalorditi. Andate a fare un giro nel rione Incis e raccogliete le voci su chi era don Silverio Mura negli anni Ottanta, Novanta. Non sono l'unica vittima, peraltro, e le altre vittime che hanno testimoniato con me le ho conosciute durante il percorso, alcune grazie ai giornalisti. Come si fa a ignorarlo? Se sono un bugiardo faccio un appello al Vaticano, denunciatemi se ci credete, sono pronto a pagarne le conseguenze".

"Questa sentenza non toglie e non mette nulla rispetto al giudizio civile in corso – dice Carlo Grezio, l'avvocato che da anni assiste Arturo – ritengo che il sacerdote in questione, forte dell'assoluzione del Tribunale ecclesiastico di prima istanza, debba ritornare a Ponticelli e, casomai, celebrare una messa nella parrocchia locale per incontrare nuovamente i suoi fedeli. Arturo aveva chiesto al Santo Padre giistizia per sentire nuovamente l'abbraccio della Chiesa e veder riconoscouta la sua dignità e il suo calvario. Così non è stato. Almeno per ora".