Duemila euro in banconote da venti false in tasca, pronte per essere spese. Due giovani sono finiti nei guai ad Ischia, con l'accusa dei reati di spendita e introduzione di monete false in concorso tra loro. Si tratta di due diciannovenni, L.S. napoletano e G.B. di Lacco Ameno, che sono stati denunciati in stato di libertà dagli agenti del commissariato di Ischia che li ha sorpresi nei pressi del terminal dell'isola verde. I due si trovavano nei pressi degli aliscafi del porto, quando sono stati raggiunti dai poliziotti ischitani, giunti assieme alla Divisione Anticrimine della  Questura di Napoli che li ha fermati prima che potessero immettere le banconote false nel circuito economico di Ischia.

Dopo il fermo da parte degli agenti, le banconote, risultate essere in tutto cento e da venti euro, sono state poste sotto sequestro. Le indagini però vanno avanti: una somma del genere, infatti, difficilmente può essere stata percepita dai giovani "per caso", ma il sospetto è che anzi fosse un piano ben preciso che i due non sono riusciti a mettere in atto proprio perché sorpresi dagli agenti di polizia, che li hanno fermati quando erano ancora nel terminal. Si lavora, in particolare, per capire se esistano eventuali complici dei due ed identificarli: non è escluso infatti che altre persone fossero coinvolte nella vicenda e che potrebbero aver partecipato direttamente, a vario titolo, alla falsificazione delle cento banconote da venti euro ritrovate. E soprattutto, se ci possano essere altri esemplari, anche di tagli diversi, magari già immessi nel circuito economico napoletano. Già nei mesi scorsi vi erano state operazioni simili da parte delle forze dell'ordine, che erano riuscite a smantellare vere e proprie "stamperie" abusive, come quella che si era scoperto fabbricasse oltre centomila euro a notte.