Quindici persone sono state arrestate dai carabinieri di Torre Annunziata con l'accusa di fare parte di una banda di ladri che durante l'estate ha fatto razzie in abitazioni sparse in tutta la Campania. A capo del sodalizio criminale, composto da cittadini italiani e rumeni, c'era un uomo di 46 anni ribattezzato "lo zio". Era lui a decidere tutto: gli obiettivi da colpire, la data del furto, chi lo avrebbe commesso e i depositi in cui portare i proventi dei furti. A lui tutti gli altri componenti della banda, tra cui anche la sua nipote di 36 anni, portavano rispetto.

Le indagini dei militari dell'Arma hanno permesso di scoprire il modus operandi della banda: i ladri effettuavano sopralluoghi per studiare la pericolosità delle case da svaligiare, poi si organizzavano in batterie da quattro o cinque elementi e si recavano nelle abitazioni scelte a bordo di macchine con targa straniera. In questa maniera avrebbero fatto razzia di gioielli, denaro, televisori o attrezzature agricole all'interno di abitazioni nelle province di Napoli, Caserta, Salerno e Avellino. I 15 indagati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata ai furti, alla ricettazione e al riciclaggio: a emettere l'ordinanza di custodia cautelare è stato il giudice per le indagini preliminari di Torre Annunziata.