"Sono Giuseppe Schisano, ho  25 anni e vengo dai Quartieri Spagnoli di Napoli",  forse qualcuno già starà pensando a una storia di droga, di rapine e di scelte sbagliate, ma a dimostrare quanto i pregiudizi siano sbagliati ci pensa lui, Giuseppe, che si guadagna da vivere con la tradizione a bordo di una bicicletta. Infatti questo ragazzo, nonostante le difficoltà che alla sua giovane età ha già dovuto affrontare ha deciso di vendere caffè e sfogliatelle.

"Sono un ragazzo come tanti, nato in una famiglia per bene, mia mamma casalinga, mio padre è morto quando avevo 14 anni, quindi mi sono sempre dovuto arrangiare, fare lavori di ogni tipo. Nascere ai Quartieri Spagnoli è un po' come dire, essere etichettato, essere emarginato, nascere già ai margini della società, a prescindere da quello che poi tu farai nella vita e io vedo molti ragazzi che come me si danno da fare, si rimboccano le maniche, come ci sono altri ragazzi che si perdono, qualche amico che è morto, altri che prendono una strada sbagliata, ma la vita è fatta di scelte".

Nascere già ai margini della società, essere vittime di stereotipi sbagliati che rischiano avvolte di avverarsi perché fanno sì che vinca l'esclusione piuttosto che l'inclusione sociale. Ma a monte c'è una scelta, quelle obbligate esistono ma sono molto più rare di quanto crediamo e di quanto avvolte ci auto-convinciamo, perché le scelte obbligate in fondo sono le scelte più semplici, quelle che qualcun altro, le circostanze, prendono al nostro posto, scaricandoci di responsabilità. Giuseppe invece ha scelto per sé, ha avuto il coraggio di sognare: "Subito da piccolo capisci la tua qual è, se è sbagliare perché non ti importa di nulla o sognare, come me". Per farlo Giuseppe ha scelto di far riscoprire la tradizione del caffè napoletano, quello vero, quello che si beveva nelle case e che qualcuno ancora usa: il caffè preparato con la "cuccumella", la famosa caffettiera napoletana: "Il caffè è diventato sin da piccolo, quando avevo 14 anni, che ho iniziato ad arrangiarmi, uno dei miei primi mestieri, quindi mi sono appassionato, ho sempre incontrato maestri che mi hanno insegnato anche il mestiere. Sono persone che mi hanno trasmesso la loro passione, però io ho pensato che questa cosa si era persa totalmente, quindi ho detto ‘Può funzionare, mi prendo il rischio, vado!".

Pedala il suo bar Giuseppe e si prende le dovute soddisfazioni: "Le persone stanno molto apprezzando e per me è una soddisfazione perché io sono un ragazzo che viene da un quartiere dove si è sempre detto che si ruba, si spaccia, ci sono le babygang. Un piccolo ragazzo dei Quartieri Spagnoli solo se sa che qualcuno crede in lui dà l'anima, dà tutto se stesso per arrivare a quell'obiettivo".