Funzionava come una catena di montaggio. Una fabbrica a tutti gli effetti, cento metri quadrati di estensione, con 58 macchinari, attrezzature e, tra merce a deposito e quella in produzione, quasi 200mila prodotti. Tutto fuorilegge: la fabbrica era abusiva, i dipendenti scoperti a lavorarci erano a nero e i prodotti, coi marchi di note case di moda, erano contraffatti.

L'atelier illegale è stato scoperto dai finanzieri del Gruppo di Nola, nel corso di una indagine articolata sulla filiera della contraffazione e sulla vendita di capi di abbigliamento falsi, che dalle fabbriche del Vesuviano poi finiscono esposti sulle bancarelle o, come dimostrato da precedenti operazioni delle forze dell'ordine, anche in alcuni negozi.

Nella fabbrica i militari delle Fiamme Gialle hanno sequestrato 191.337 prodotti, tutti coi loghi di case famose di moda tra cui Burberry, Harmont & Blaine, Gucci, Armani Jeans. Scavando tra i tessuti, i militari hanno trovato anche i tessuti che sarebbero stati usati per falsificare i prodotti della Juventus: capi di abbigliamento e accessori, con sopra impresso un pallone da calcio e il simbolo della squadra. Il responsabile è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola.

Nel corso di un'altra ispezione, i finanzieri hanno controllato un esercizio commerciale dove erano in vendita oltre 3 milioni di articoli pasquali privi dei contenuti minimi di informazioni per il consumatore, potenzialmente nocivi per la salute: una valanga di piccole uova e pulcini, coniglietti, tutti finiti sotto sequestro. Il responsabile dell'attività è stato segnalato alla Camera di Commercio locale.