Si chiama Domenico Antonio Mancusi Hoyos e, per molti, fino a qualche ora fa, era soltanto uno dei tanti emigranti che, dal Sud America, hanno deciso di fare ritorno in patria. Le persone di Ascea, piccolo paesino del Cilento, nella provincia di Salerno, non immaginavano che sulla testa di Mancusi pendesse un mandato di cattura internazionale emesso dalla Colombia: è accusato di almeno 132 omicidi. Secondo le autorità colombiane, infatti, Mancusi sarebbe un narcotrafficante e membro del gruppo paramilitare Auc. Nel 2014, Mancusi Hoyos è stato arrestato da Imperia ma subito rilasciato: non esiste infatti trattato di estradizione tra l'Italia e la Colombia.

Nella puntata di domenica scorsa, Mancusi è stato intervistato da Le Iene: ai microfoni della trasmissione Mediaset, l'uomo ha negato tutte le accuse, asserendo che non ci siano prove di un suo coinvolgimento con l'Auc e con gli omicidi che gli vengono contestati. L'uomo dice che il cugino, che lo accusa, ha mentito sul suo conto: si tratta di Salvatore Mancuso, detto "El Mono", ritenuto pezzo grosso dell'Auc: avrebbe diretto per anni i traffici di cocaina tra la Colombia e l'Italia; estradato negli Stati Uniti nel 2008, ha collaborato con la Dea. Le Iene hanno portato il fascicolo relativo a Mancusi Hoyos al ministro dell'Interno Matteo Salvini, che ha commentato: "Non mi fa piacere che stia in Italia".