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Incendio del Monte Faito, condannato a 6 anni e 2 mesi di carcere il piromane

L’uomo, che ha rinunciato ad apparire davanti al giudic,e resta attualmente agli arresti domiciliari, mentre la difesa prepara il secondo grado di giudizio. Soddisfazione delle associazioni ambientaliste: “Alle volte la Giustizia funziona”
A cura di Giuseppe Cozzolino
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C.D.M., il sessantenne di Vico Equense arrestato lo scorso 17 agosto con l'accusa di essere il piromane del Monte Faito, è stato condannato a sei anni e due mesi di carcere, riconosciuto dunque come il responsabile dell'incendio che ha praticamente distrutto il Monte Faito questa estate.

Il giudizio è arrivato con rito abbreviato: l'uomo ha rinunciato a comparire dinanzi al giudice, ed al momento resta agli arresti domiciliari, mentre gli avvocati difensori preparano il secondo grado di giudizio. L'accusa aveva chiesto sei anni e otto mesi, mentre il collegio difensivo ne aveva addirittura chiesto l'assoluzione, per insufficienza e contraddittorietà della prova. Ma il giudice ha stabilito che l'uomo si è reso responsabile del reato di incendio boschivo, con l'aggravante di aver creato pericolo alle abitazioni. Il sessantenne dovrà anche riconoscere i danni in sede civile a WWF, VAS, Onlus Pro Faito e Comune di Vico Equense, tutti costituitisi parte civile nel processo. "Alle volte la giustizia funziona", ha spiegato l'avvocato della Pro Faito, sulla stessa lunghezza d'onda del presidente del WWF – Terre del Tirreno: "Ci auguriamo possa essere un valido deterrente per folli incendiari e piromani"

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