La moglie e i figli erano scappati di casa per sfuggire alle violenze che andavano avanti da anni. E lui, che si era ritrovato da solo, non si era arreso: aveva cominciato a tartassare i vicini di casa, a minacciarli. Avrebbero dovuto dirgli dove si era nascosta la sua famiglia, altrimenti se la sarebbe presa con loro: avrebbe fatto esplodere il palazzo. A fermarlo ci ha pensato la Polizia di Stato, che ieri, 15 maggio, lo ha arrestato in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura. L'uomo, 48 anni, è accusato di maltrattamenti e condotta persecutoria nei confronti della convivente.

I gravi indizi di colpevolezza a carico dell'arrestato sono emersi nel corso delle indagini, in seguito alla denuncia presentata dalla vittima, una donna residente nella zona di Scampia, nell'area nord di Napoli, che sei era presentata alle forze dell'ordine per chiedere aiuto. Da anni, aveva spiegato ai poliziotti del commissariato locale, il marito la maltrattava sia fisicamente sia psicologicamente. Le violenze avvenivano spesso in presenza di figli e anche loro ne erano vittime. Le indagini sono state coordinate dalla sezione "Fasce deboli" della Procura ed è stato accertato che, per sottrarsi a quella situazione, moglie e figli erano andati via di casa: avevano abbandonato l'abitazione di Scampia e si erano rifugiati in un altro appartamento, senza lasciare indirizzo nè recapiti.

Erano stati costretti a sparire, in una casa che era diventato il loro rifugio. Dopo la loro scomparsa l'uomo, che non aveva modo per rintracciarli, aveva cercato di farsi dire dai familiari dove si fossero nascosti; aveva minacciato anche i condomini, più volte dicendo che se non fosse saltato fuori l'indirizzo avrebbe fatto esplodere il condominio. Dopo l'arresto il 48enne è stato rinchiuso nella casa circondariale di Poggioreale.