Su 31 punti esaminati, se ne salvano soltanto 14. Tra gli altri uno solo è "inquinato", gli altri 16 sono "fortemente inquinati": le analisi di laboratorio hanno rivelato concentrazioni di enterococchi intestinali o escherichia coli di molto superiori ai limiti e quindi pericolose anche per l'essere umano. La fotografia delle coste campane scattata dai tecnici di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio delle acque italiane, è disastrosa: la metà dei punti esaminati è inquinata, con record assoluti e località dove i valori fuori norma sono ormai la regola, che per il decimo anno consecutivo sono giudicati "fortemente inquinati": le foci del fiume Irno a Salerno, del Savone a Mondragone, del fiume Sarno tra Castellammare e Torre Annunziata, della foce dei Regi Lagni a Castel Volturno, della foce del canale di Licola a Pozzuoli e della foce del torrente Asa a Pontecagnano. I prelievi sono stati effettuati tra il 14 e il 18 luglio 2019.

I dati sono stati presentati da Legambiente nella Casina pompeiana della Villa Comunale di Napoli, durante una conferenza a cui hanno partecipato Mariateresa Imparato, Presidente Legambiente Campania, Andrea Minutolo, Portavoce Goletta Verde, Daniela Villani, Delegata al mare Comune di Napoli, Lucio De Maio, responsabile Unità Operativa Mare Arpa Campania, e Claudio Marro, dirigente Unità Operativa Complessa Monitoraggio e Controlli Arpa Campania.

"Il nostro obiettivo – dice Andrea Minutolo – non è di sostituirci ai controlli ufficiali, ma di puntare l’attenzione sull’inquinamento da scarsa o assente depurazione che ancora oggi affligge il nostro Paese. Ricordiamo che sono già quattro le procedure di infrazione comminate all’Italia dall’Ue con un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia arrivato pochi mesi fa. Basti pensare che, solo per la prima, la Commissione Europea ha già condannato il nostro Paese a pagare una multa di 25 milioni di euro più 30 milioni per ogni semestre di ritardo nella messa a norma. Soldi che avremmo potuto spendere per adeguare il nostro sistema depurativo attraverso progetti innovativi a difesa della salute del mare e dei cittadini”.

Dagli impianti di depurazione esce acqua inquinata

Preoccupante è anche il quadro che emerge dai controlli effettuati in Campania dall'Arpac nel 2018 sulle acque in uscita dagli impianti di depurazione. Su un totale di 391 controlli (a fronte dei 413 del 2017 ), il 39% è risultato "non conforme". Più grave la situazione degli impianti della provincia di Caserta, dove la percentuale sale al picco del 63%, seguita da quelli di Benevento (53%), Salerno (49%), Avellino (48%) e Napoli (26%).

"Poco o niente è stato fatto dalle istituzioni – dice Mariateresa Imparato – quello della pessima qualità delle nostre acque in prossimità delle foci, che spesso diventano fogne a cielo aperto a causa del mancato funzionamento degli impianti di depurazione, deve diventare un tema prioritario nelle agende della classe politica regionale. È ora che la Regione Campania metta in atto al più presto un’adeguata ed efficace azione di prevenzione, piuttosto che attendere il conclamarsi delle varie crisi che puntualmente colpiscono il territorio come l’emergenza sul fronte della depurazione. Proprio per questo abbiamo accolto con piacere la proposta di legge di riordino dell’ARPAC con l'obiettivo di conferire a questo importante organismo un nuovo protagonismo. Speriamo che tutto ciò avvenga in tempi celeri, dotando l’Agenzia di risorse, strumenti e capacità di controllo, mantenendo saldo e rafforzando il principio ente terzo e imparziale”.

I fiumi devastati dagli sversamenti abusivi

Legambiente sottolinea anche la condizione di diversi fiumi campani, che soffrono del deficit depurativo e degli scarichi abusivi legati soprattutto ad attività agricole e industriali. Nel torrente Solofrana, affluente del fiume Sarno, è stato trovato del cromo, mentre nel fiume Sabato, affluente del Calore Irpino e che sbocca nel Volturno, il laboratorio ha rivelato la presenza di mercurio, ma sono gravemente minacciati anche il fiume Ufita e Ofanto. La proliferazione di alghe e mucillagine sulla costa tra Battipaglia e Eboli sarebbe invece probabilmente causata dagli scarichi in acqua di nutrienti da parte di industrie agricole e zootecniche della Piana del Sele.

Le analisi sul mare di Goletta Verde di Legambiente in Campania

I campioni esaminati da Goletta Verde sono stati prelevati tra il 14 e il 18 luglio nei punti scelti in base al maggiore rischio di inquinamento, individuati sulla base delle segnalazioni arrivate a Legambiente dai circoli territoriali e dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Viene analizzata la concentrazione di Enterococchi intestinali e Escherichia coli e viene considerato inquinato il campione in cui uno almeno uno dei due parametri supera il limite fissato dalla normativa italiana sulle acque di balneazione; se il valore è superiore per più del doppio il campione viene considerato "fortemente inquinato".

Criticità sono state rilevate anche dal punto di vista della cartellonistica informativa per i cittadini, obbligatoria da diversi anni: su 31 punti monitorati solo in uno, al lido Mappatella (lungomare Caracciolo) era presente il cartello che indicava ai cittadini la classe di qualità del mare e i dati delle ultime analisi. In altri 5 casi, non campionati dalle Autorità competenti, era presente il cartello di divieto di balneazione come previsto dalla legge.

A Caserta fortemente inquinati 2 punti su 5

In provincia di Caserta sono stati monitorati 5 punti. Sono risultate fortemente inquinate la foce del fiume Savone, a Mondragone, e quella del Regi Lagni, a Castel Volturno. Entro i limiti, invece, la foce del canale di Sessa Aurunca; il mare di fronte alla foce della Fiumarella, in località Fiumarella, a Mondragone; l'acqua di fronte alla foce Lago Patria, in località Lago Patria, a Castel Volturno.

A Napoli mare inquinato in 4 punti su 9

Nella provincia di Napoli i punti esaminati sono 9. Di questi, 4 sono "fortemente inquinati": Pozzuoli (località Lido di Licola, foce del canale di Licola), San Giovanni a Teduccio (spiaggia a 50 metri a sinistra della foce dell'Alveo Volla); Torre Annunziata/Castellammare di Stabia (foce del fiume Sarno); Castellammare di Stabia (località Fosso Garibaldi, spiaggia fronte rivo San Marco). È "inquinato", invece il prelievo effettuato a Ercolano (punto a mare di fronte a foce del Lagno Vesuviano).

Sono risultati entro i limiti i campioni prelevati a Napoli (lungomare Caracciolo, sul Lido Mappatella), a Portici (spiaggia Mortelle), Torre del Greco (località Ponte della Gatta, spiaggia sulla litoranea), Torre Annunziata (località Lungomare Marconi, spiaggia di fronte allo scarico).

A Salerno fortemente inquinati 10 punti su 13

In provincia di Salerno i punti monitorati sono 13, quelli fortemente inquinati sono 10. Tra questi ultimi c'è il punto di Atrani (foce del torrente Dragone); Salerno (località lungomare Clemente Tafuri, foce del fiume Irno, e in località Torre Picentina, tra Salerno e Pontecagnano Faiano, alla foce del fiume Picentino); Pontecagnano Faiano (località via mare Jonio/lungomare Magazzeno, foce del torrente Asa); tra Pontecagnano e Battipaglia (foce del Tusciano); Eboli (località Marina di Eboli, foce del canale di scarico); Capaccio (località Laura, foce del rio presso via Poseidonia 441); località Torre di Paestum Licinella (foce capo di fiume); tra Capaccio e Agropoli (foce del fiume Solofrone); Centola Caprioli/Baia degli Angeli (alla foce rio presso la spiaggia).

Risultano entri i limiti i campioni prelevati a Castellabate/Montecorice, in località Ogliastro/Baia Arena (spiaggia di fronte alla foce del rio Arena); a Vibonati, in località Villamare, sulla spiaggia di fronte al Rio Caca Fave; e nell’altro punto di Salerno (spiaggia presso via Mantegna)

A Ischia il mare è balneabile: i 4 punti tutti entro i limiti

Sull'isola di Ischia sono risultati tutti entro i limiti i 4 punti esaminati: Ischia Ponte (spiaggia del muro rotto); Casamicciola Terme (località Perrone, spiaggia Perrone); Forio (località Chiaia Spinesante, spiaggia di Chiaia davanti al canale); Ischia (località lungomare Cristoforo Colombo, all’altezza del Rio Corbore).