Mario Merola, il re della sceneggiata napoletana, è morto nel 2006 lasciando una eredità pesante da raccogliere: il ‘cantante di giacchetta' con una vita travagliata ma al tempo stesso capace di profonde emozioni musicali, interprete di ‘Zappatore' è rimasto fondamentalmente un personaggio unico della storia della canzone napoletana. A dodici anni dalla morte di Mario Merola, è il figlio, Francesco, a proporre una canzone in ricordo e in ringraziamento del padre, il cui titolo è "Parla cu’mme". Il testo prende le mosse da un dialogo immaginario tra Francesco e Mario, che appare in sogno al figlio tutte le notti, senza però parlargli mai. "Ci siamo. – dichiara Francesco Merola, rivolgendosi idealmente al padre – Ho atteso 12 anni con paure e critiche ma ora basta devo omaggiarti con un singolo che spaccherà il cuore di tutti…". La canzone è stata scritta da uno degli storici autori di Mario, Enzo D’Agostino  (sua è, tra le altre, Cient’anne che fu cantata da Mario Merola e Gigi D’Alessio) e da Franco Desiree.

La canzone sarà trasmessa domenica in diretta su Raiuno. Teatro dell’esibizione sarà lo studio della trasmissione “Domenica In” presentata da Mara Venier, che era grande amica del “padre della sceneggiata napoletana”: forse non tutti ricordano che una giovanissima Mara Venier comparve proprio in "Zappatore" in qualità di attrice: era l'avvenente fidanzata di Mario, il figlio-avvocato che con il successo professionale in "Zappatore" finì per disconoscere le sue umili origini, vergognandosene. Francesco è uno dei tre figli di Mario Merola ed è l’unico dei tre che ha raccolto l’eredità del padre, diventando un cantante. Negli ultimi anni di carriera di Mario, Francesco lo ha accompagnato nelle sue esibizioni: insieme, nel 2001, al Festival Di Napoli, i due vinsero il primo premio con il brano "L’urdemo emigrante".