“Chi tocca l'Arma dei carabinieri, tocca noi persone oneste. Con profondo dolore le mie sentite condoglianze”. Firmato: “un cittadino onesto”. Il messaggio, su un bigliettino, è comparso questa mattina su un mazzo di fiori lasciato sulla recinzione della tenenza dei carabinieri di Caivano, in provincia di Napoli. Solo poche parole, nessun'altra indicazione, da parte di chi ha voluto rimanere anonimo ma ha voluto ugualmente portare la solidarietà ai militari, che in questi giorni sono stati colpiti da un grave lutto: il riferimento è alla morte del maresciallo Vincenzo Di Gennaro e al ferimento di Pasquale Casertano, vittime di un agguato a Cagnano Varano, in provincia di Foggia. Il procuratore di Foggia, Ludovico Vaccaro, aveva spiegato che si era trattato di una imboscata: secondo la ricostruzione Giuseppe Papantuono, il pregiudicato che è stato arrestato, ha chiamato i due carabinieri che erano in pattugliamento e, non appena hanno abbassato il finestrino,

gli ha scaricato contro un intero caricatore; Casertano, vedendo il collega gravemente ferito, aveva fatto ripartire l'automobile ma Papantuono si era aggrappato alla portiera; era stato trascinato per qualche metro, poi era caduto ed era stato bloccato da agenti della Polizia Locale e da altri carabinieri intervenuti dopo aver sentito il rumore degli spari. L'uomo è accusato di omicidio con l'aggravante di aver ucciso un pubblico ufficiale in servizio. Da successive indagini è emerso che Papantuono, 65 anni, aveva subito una perquisizione domiciliare da altri appartenenti all'Arma pochi giorni prima e in quell'occasione aveva minacciato i militari.