A gennaio scorso era stato infilzato con una katana, che gli aveva trapassato lo stomaco. Era successo durante una spedizione punitiva, messa in atto dall'ex della compagna insieme ad un amico, entrambi erano stati individuati successivamente dalla polizia. Lui sembrava essersi salvato, ma il suo cuore ha smesso di battere nella notte del 13 agosto, sette mesi dopo: secondo i medici potrebbero averlo ucciso le conseguenze di quelle feriteVincenzo Radice, 42 anni, napoletano della zona delle Case Nuove, è deceduto intorno alle 2 all'ospedale Loreto Mare, dove era stato trasportato l'11 agosto. Lamentava dei forti dolori allo stomaco, era stato portato al Pronto Soccorso in codice rosso e i medici avevano immediatamente disposto il ricovero per accertamenti, anche per via delle gravi ferite di pochi mesi prima.

L'uomo è spirato nel reparto di Rianimazione, dove era stato trasferito. La salma è stata sequestrata in attesa dell'autopsia. In ospedale sono intervenuti gli agenti del commissariato Vicaria della Polizia di Stato, che su disposizione della Procura di Napoli hanno sequestrato le cartelle cliniche di Radice. Il 42enne era stato gravemente ferito la notte del 6 gennaio scorso, con una spada e con una mazza da baseball. Per quel raid il 7 gennaio i carabinieri avevano sottoposto a fermo Emanuele Gemito, 34 anni, e l'11 gennaio avevano arrestato in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare Alessio Ciampaglia, 22 anni, del rione Luzzatti; per entrambi l'accusa è di tentato omicidio in concorso. Anche se, alla luce del decesso, la loro posizione potrebbe aggravarsi.

Secondo le ricostruzioni Ciampaglia aveva colpito il 42enne con la mazza da baseball, mentre Gemito l'aveva trafitto con una katana lunga 87 centimetri che era stata poi recuperata sulla statale 162 all'altezza dello svincolo per Pomigliano d'Arco. L'aggressione era avvenuta nella casa della compagna di Radice, a Ponticelli. Gemito, ex marito della donna, aveva litigato col 42enne poco prima al telefono, poi si era presentato nell'abitazione con l'amico pretendendo che la donna ritirasse le denunce nei suoi confronti e aveva aggredito il nuovo compagno.