Rapinato e costretto a prelevare al Bancomat: terrore in piazza Garibaldi e corso Umberto

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Dalla Stazione al Rettifilo, fino a via Foria e al Lungomare numerose segnalazioni di rapine con modalità analoghe: la vittima viene derubata e poi costretta ad andare al Bancomat per un maxi-prelievo da consegnare ai ladri.

La dinamica è sempre la stessa: in due o in tre a bordo di scooter o di un'auto individuano la vittima, la affiancano se è su un mezzo a due o a quattro ruote o meglio ancora, se è a piedi, la bloccano. Con una pistola o con un coltello la minacciano e gli svuotano le tasche. È un attimo, pensa il malcapitato, la rapina si conclude e mi lasceranno andare. Macché. L'incubo – e lo racconta chi ci è passato – continua. Il poveraccio o la poveraccia di turno viene derubata di qualsiasi cosa abbia la sfortuna di tenere appresso: telefono, tablet, gioielli, computer. E inevitabilmente dell'immancabile portafogli con all'interno quasi sempre non solo documenti e denari ma anche bancomat o carta di credito. I ladri non si accontentano. Uno di loro si mette affianco alla vittima, a braccetto e avverte: "Fai un solo un movimento e muori". A chi cerca di ribellarsi viene mollato qualche ceffone a mo' di avvertimento. E così si arriva al più vicino sportello Bancomat. Lì scatta la fase due della rapina: la vittima viene costretta a digitare il Pin e scaricare dalla carta quanto più possibile (quasi sempre parliamo di cifre che non superano i 600 euro, il massimo quotidiano di solito erogabile da un ATM per ogni singolo conto). I ladri, manco a dirlo, si tengono ben distanti dalle telecamere di sorveglianza. A questo punto il colpo è andato a segno: la vittima è lasciata, sotto shock in strada e i ladri vanno alla ricerca del prossimo obiettivo.
Storie come questa sono state segnalate sempre più spesso in svariate zone di Napoli, in particolare di sera tra piazza Garibaldi e l'inizio di corso Umberto. Rapinatori con lo stesso modus operandi segnalati, sempre di sera, in via Foria e piazza Cavour e sul Lungomare partenopeo. Numerose le denunce e, pare, anche gli identikit  forniti da alcune delle vittime alle forze dell'ordine. Nonostante ciò, pochi arresti. E una preoccupante impennata di colpi del genere in questo ultimo scorcio d'estate.

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