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Napoli, scende in piazza la Marea Azzurra: “Le istituzioni devono fare di più”

Manifestazione spontanea organizzata da comitati ed associazioni di cittadini, per protestare e “costringere le istituzioni a fare di più e meglio”. L’appuntamento è per le 10 di domani, sabato 26 gennaio, a Piazza Dante: poi la manifestazione si sposterà verso Piazza Municipio e Palazzo San Giacomo.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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NAPOLI – Una manifestazione aperta a tutti quella che avrà luogo domani, sabato 26 gennaio 2019, a Napoli. L'appuntamento è a Piazza Dante alle 10, con il corteo che poi si sposterà poi verso Piazza Municipio e Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli. I partecipanti hanno fatto sapere che indosseranno un fazzoletto azzurro come "segno" di riconoscimento, e la manifestazione stessa è stata rinominata "Marea Azzurra".

Tanti i comitati cittadini e le associazioni che hanno già dato adesione alla manifestazione: si va dai comitati civici di Bagnoli, Materdei e degli altri quartieri di Napoli, al comitato "No Fly Zone", passando per la Lega Consumatori della Campania e così via, fino al Comitato Vivibilità Cittadina, il cui presidente, l'avvocato Gennaro Esposito, è tra gli organizzatori dell'evento. Tante associazioni e comitati di cittadini che scenderanno in piazza per "costringere le istituzioni a fare di più e meglio". E anche se non è mai esplicitamente citato, il bersaglio numero uno è l'attuale governo di Napoli, rappresentato dal sindaco De Magistris. "Napoli, e ne siamo convinti da sempre, ha delle potenzialità enormi, ma ha bisogno di una guida salda e di una visione della città, senza la quale, lo sviluppo estemporaneo e non messo a sistema può facilmente perdersi e diventare addirittura un problema", si legge nel manifesto che chiama a raccolta anche i liberi cittadini di Napoli, "Il Turismo senza adeguati servizi ne è l'esempio lampante. L'impegno deve essere di tutti ma ancora di più di chi è libero perché ha le risorse culturali ed economiche e non ne dedica neppure in minima parte al benessere collettivo, credendo che sia del tutto inutile".

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