La scoperta (casualmente?) viene annunciata nel giorno di San Valentino. Un’ alcova sensuale e molto raffinata riemerge nella sua bellezza dallo scavo della Regio V di Pompei. La prospettiva era già stata aperta qualche mese fa, con il rinvenimento dello splendido quadretto di Leda e il cigno, lungo via Vesuvio. Alle spalle dell’ambiente ecco riemergere anche una parte consistente dell’atrio della domus, con pareti dai vividi colori e l’affresco di Narciso, che lo vede specchiarsi nell’acqua rapito dalla sua immagine, secondo l’iconografia classica della mitologia latina.

Le stanze di questa raffinata dimora, nonostante i millenni trascorsi, respirano ancora amore e sensualità, già dal corridoio di ingresso, infatti, accoglieva gli ospiti con l’immagine vigorosa e di buon auspicio del Priapo, altra scoperta documentata tempo fa e che richiamava la vicina Casa dei Vettii. Decori raffinati di IV stile decorano l’intera stanza di Leda, con ornamenti floreali e grifoni con cornucopie, amorini volanti,  nature morte e scene di lotte tra animali. Sul soffitto, crollato sotto il peso dei lapilli in seguito all'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., si estendeva l’armonia di questi pregiati disegni, i cui frammenti sono stati recuperati dai restauratori per ricomporne la trama.

Di grande importanza, nell’atrio di Narciso, sono i segni delle scale che conducevano al piano superiore, dove probabilmente gli amanti si intrattenevano al piano superiore, ma soprattutto il ritrovamento nello spazio del sottoscala, utilizzato come deposito, dove attualmente alloggia una dozzina di contenitori in vetro, otto anfore e un imbuto in bronzo. Un contenitore per liquidi è stato rinvenuto vicino all’impluvio. La Direttrice del Parco Archeologico di Pompei, Alfonsina Russo, ha dichiarato:

La bellezza di queste stanze, evidente già dalle prime scoperte, ci ha indotto a modificare il progetto e a proseguire lo scavo per portare alla luce l’ambiente di Leda e l’atrio retrostante. Ciò ci consentirà in futuro di  aprire alla fruizione del pubblico almeno una parte di  questa domus. Lo scavo della stessa è stato possibile nell’ambito del più ampio intervento di messa in sicurezza e riprofilamento dei fronti di scavo, previsto dal Grande Progetto Pompei, che sta interessando gli oltre 3km di perimetro che costeggia l’area non scavata di Pompei.  Nel rimodulare la pendenza dei fronti che incombevano minacciosamente sulle strutture già in luce, sono venute fuori questi eccezionali ritrovamenti. In questa delicata fase, il collega Massimo Osanna sta proseguendo la direzione scientifica dello scavo per fornire il suo prezioso e competente supporto e garantire una linea di continuità scientifica alle attività di scavo.