Raimondo Capito avrebbe confessato in carcere di aver ucciso Fortuna Loffredo. Lo sostiene Mario Della Valle, suo compagno di cella nel carcere di Poggioreale. "Mi ha raccontato di aver abusato delle figlie della compagna e di aver abusato e ucciso Chicca. Sull'omicidio non gli abbiamo creduto finché non è arrivata l'ordinanza, a quel punto l'ho picchiato", ha detto Della Valle ai giudici della quinta sezione della Corte d'Assise di Napoli. Nel processo sulla morte della piccola Fortuna sono imputati Raimondo Caputo, accusato di omicidio volontario e abusi su minori, e la compagna Marianna Fabozzi, che è accusata di aver coperto le violenze di Caputo sulle figlie. "I due si coprivano a vicenda. Lei copriva lui sugli abusi alle figlie perché lui a sua volta taceva sulla morte del piccolo Antonio Giglio, figlio della Fabozzi e da lei buttato dalla finestra, cosa che lui sapeva", ha sostenuto Della Valle. Le sue frasi sono state riportate dall'agenzia AdnKronos. Davanti ai giudici Caputo ha ammesso di aver abusato di chicca, ma ha sempre negato di averla uccisa.

Il detenuto ha raccontato anche che l'ordinanza nella quale Caputo veniva accusato dell'omicidio di Chicca fu letta a Poggioreale alla presenza anche di altri detenuti, perché Caputo "non sa leggere". Nel corso della lettura l'imputato avrebbe corretto un passaggio del testo sulla caduta di Fortuna dal settimo piano del palazzo Verde di Caivano. "Non è vero, è caduta dal terzo piano", avrebbe detto Titò in lacrime. Per gli altri detenuti, sostiene Della Valle, si sarebbe trattato di una sorte di confessione, che poi ha provocato la vendetta dell'ex compagno di cella.