È ancora visibilmente scosso Munkail Kaliu Osman, ragazzo originario del Ghana regolarmente in Italia, quando racconta alle telecamere di Fanpage.it la sua terribile esperienza. Sì, perché Osman è il cittadino extracomunitario che i tre carabinieri della compagnia di Giugliano hanno incastrato, fornendo false prove e arrestandolo ingiustamente di terrorismo, soltanto per ottenere un encomio e fare carriera. I militari dell'Arma – Castrese Verde, Amedeo Luongo e Giuseppe d'Aniello – che erano già attenzionati, sono per fortuna stati scoperti dalla Procura di Napoli Nord, che ha condotto le indagini, e arrestati: così l'incubo di Osman è finito, ma dal suo racconto traspare ancora la paura. "Sono arrivati a bordo di una Fiat – racconta il ragazzo ghanese – mentre io stavo parlando al cellulare. Uno di loro mi ha chiesto il permesso di soggiorno e se l'è messo in tasca, poi mi hanno detto che dovevano perquisire la casa".

È all'atto della perquisizione che i tre militari dell'Arma – due sottufficiali e un appuntato – hanno messo in pratica il loro piano: "Quando siamo andati sul retro mi hanno detto: ‘Vieni a vedere cosa abbiamo trovato'. Era una pistola, ma io gli ho detto che non l'avevo mai vista, che ce l'avevano messa loro". A quel punto scatta anche la violenza, sia fisica che verbale: come racconta Osman, uno dei carabinieri lo schiaffeggia in viso. Un altro gli grida contro: "È finita, tu devi morire in galera. Le tue ore sono finite, tu sei musulmano" ripete Osman. E ancora: "Ora è arrivato Salvini, non c'è più Renzi, vi facciamo un culo così". Così come Osman, poi, anche gli altri quattro inquilini che vivono in quella stessa casa a Giugliano, tutti extracomunitari, denunciano la sottrazione di soldi e documenti da parte dei militari.