Ospedale Cardarelli, no dei sindacati al marcatempo con impronte digitali

No dei sindacati all'uso delle impronte digitali per il controllo delle presenze: lo hanno fatto sapere, presentando un documento comune, Cgil, Cisl, Uil e Fials. I sindacati hanno contestato il via libera all'acquisto e installazione dei sistemi di rilevamento biometrici, che tuttavia, dopo il via libera dell'Authority sulla privacy arrivato lo scorso 18 ottobre, pare che saranno comunque adoperati.
"Anziché risolvere i troppi, tanti problemi dell'Azienda", si legge nel comunicato, "ci si esercita in spregiudicati modelli per colpire i lavoratori, quasi fossero la pietra dello scandalo della Sanità e non rappresentassero invece un vero baluardo capace di far andare avanti l'ospedale seppure tra mille difficoltà. Riteniamo che non sia lecita la registrazione delle presenze tramite rilevazione delle impronte digitali. Lo stesso Garante della privacy ha più volte ribadito negli anni che non è consentito un uso generalizzato e che lo stesso può essere consentito solo in casi particolari, tipo aree sensibili", aggiungono ancora le sigle sindacali.
Ma sulla questione è intervenuto duramente il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che ha lasciato invece intendere che i rilevatori di impronte digitali ci saranno eccome. "Prendiamo atto che ai sindacati non piacciono i lettori di impronte digitali al Cardarelli. Ma bisognerà mettere il ditino: il margine di trattativa è solo se vogliono mettere l'indice, il medio, il mignolo. Mi pare che questa procedura", ha aggiunto ancora De Luca, "sia stata adottata anche in un altro ospedale, il Ruggi d'Aragona di Salerno. Mi dispiace disturbare le attività tennistiche come quelle del Loreto Mare, ma non mi pare una misura repressiva".