Per quasi una settimana aveva tenuto nella pancia un ferro chirurgico, che avrebbe potuto causarle gravi problemi. La storia arriva dal Loreto Mare, a Napoli, dove una donna si era presentata al Pronto Soccorso per farsi visitare: lamentava dolori forti nell'addome che non volevano scomparire. Non erano le conseguenze dell'intervento chirurgico, ma un oggetto estraneo lasciato nel corpo: gli esami diagnostici lo hanno confermato e la donna è dovuta tornare d'urgenza sotto i ferri per la rimozione. L'operazione è stata eseguita senza ulteriori complicazioni. La donna, 49 anni, era stata operata circa una settimana, mercoledì 17 aprile, nel reparto di Ginecologia dello stesso ospedale, per problematiche legate a utero fibromatoso; non si era trattato di un parto, come nei primi momenti si era appreso. Quando la donna si era resa conto che i dolori non diminuivano si era decisa a rivolgersi nuovamente a quei medici che l'avevano seguita per chiedere un controllo e capire cosa non fosse andato per il verso giusto. La paziente è stata sottoposta agli accertamenti diagnostici è la verità è venuta fuori: nel suo addome i medici avevano scordato un attrezzo usato durante la precedente operazione. Si sarebbe trattato di una "placca" chirurgica, una sorta di divaricatore che fa parte del set di strumenti utilizzati durante quel tipo di intervento; sarebbe sfuggito al conteggio che viene abitualmente fatto dopo le operazioni proprio per evitare che garze e attrezzature vengano "dimenticate" e che possano causare complicazioni molto serie.

Questa mattina nell'ospedale di via Vespucci sono arrivati i Nas per i controlli del caso; i militari hanno acquisito la cartella clinica della donna e avviato le indagini nella Ginecologia, sia per il precedente intervento chirurgico, quello del parto cesareo, che per quello effettuato a Pasqua, per la rimozione dell'attrezzo chirurgico. La direzione generale dell'Asl Napoli 1, di cui fa parte il Loreto Mare, ha predisposto un inchiesta interna per verificare le responsabilità.

"Subito dopo aver saputo dell'episodio disposto indagine interna finalizzata ad appurare la veridicità di quanto accaduto con dettaglio e precisi riferimenti a fatti e protagonisti – ha detto il commissario dell'Asl Napoli 1, Ciro Verdoliva – la relazione dovrà essere inviata entro lunedì 29 aprile e dovrà evidenziare eventuali responsabilità e comportamenti così da permettere la valutazione di eventuali azioni conseguenziali".

Un clamoroso precedente di questo genere c'era stato nel 2014 a Massa Carrara, dove un uomo di 60 anni venne operato per la rimozione di una pinza dall'addome a due mesi di distanza dal primo intervento. Per quell'episodio la Procura di Massa aveva citato a giudizio nel 2016 nove persone tra medici, infermieri e ferristi. Lo strumento dimenticato nel corpo del paziente era una "pinza di Kocer" da 18 centimetri, anche allora la scoperta era avvenuta perché il paziente provava di forti dolori a parecchi giorni di distanza dall'operazione.

Agli inizi di marzo, invece, il Loreto Mare era stato coinvolto in un altro presunto caso di malasanità: un uomo di 77 anni era stato dimesso dal Pellegrini con una diagnosi di calcoli biliari, ma era ritornato in ospedale ed era stato operato per la rimozione della colecisti; pochi giorni dopo era tornato in ospedale ma gli avevano diagnosticato una perforazione dell'intestino e lo avevano trasferito per mancanza di posti al Loreto Mare, dove era arrivato in condizioni gravissime ed era deceduto pochi giorni dopo.