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Giuseppe Matarazzo ucciso a Frasso Telesino

Pedofilo ucciso per vendetta, la Cassazione conferma i 2 arresti per l’omicidio Matarazzo

La Corte di Cassazione ha confermato i due arresti per Giuseppe Massaro e Generoso Nasta, fermati dal dicembre 2018 nel corso delle indagini per l’omicidio di Giuseppe Matarazzo, il 45enne che fu freddato davanti alla sua abitazione dopo essere uscito dal carcere dove si trovava per scontare una pena di 11 anni per violenza sessuale nei confronti di due ragazzini, una delle quali si era suicidata nel 2008.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Immagine di repertorio
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Confermati dalla Corte di Cassazione gli arresti di Giuseppe Massaro e Generoso Nasta, i due uomini fermati nel dicembre 2018 nel corso delle indagini per l'omicidio di Giuseppe Matarazzo avvenuto nel luglio precedente. L'uomo fu freddato fuori la sua abitazione pochi giorni dopo essere uscito dal carcere, dove si trovava per scontare la sua pena di undici anni di carcere per violenza sessuale nei confronti di due sorelline di Frasso Telesino, nel Beneventano, una delle quali si era suicidata nel 2008. Fin dalle ore immediatamente successive all'agguato in cui perse la vita, le indagini presero la strada della possibile "vendetta" privata nei suoi confronti, ed a dicembre, dopo mesi di indagini, era scattato l'arresto per per i due uomini, Massaro e Nasta, accusati dell'omicidio del quaranticinquenne.

Ad incastrare Giuseppe Massaro e Generoso Nasta, rispettivamente di Sant'Agata dei Boti e San Felice in Cancello, secondo gli inquirenti, ci sarebbero diversi indizi: in primis, il segnale gps attraverso il quale fu stabilito che l'automobile di uno dei due uomini si trovasse proprio davanti casa dell'uomo durante l'omicidio, avvenuto in pieno giorno. E non solo: il segnale gps indicherebbe anche che la vettura, nei giorni precedenti all'omicidio, aveva percorso più volte lo stesso percorso ed allo stesso orario in cui poi avvenne l'agguato in cui fu freddato Giuseppe Matarazzo, facendo supporre, dunque, un'eventuale premeditazione e pianificazione dell'omicidio. Inoltre, è stata ritenuta attendibile anche la testimonianza di una persona che raccontò di averli riconosciuti entrambi mentre, dopo l'omicidio, si stavano dando alla fuga.

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