Per ore in fila al tribunale di Napoli: fra avvocati e polizia finisce a botte
Vetri rotti, due avvocatesse ferite e altrettanti poliziotti feriti e medicati in ospedale: è il bilancio di una mattinata paradossale di tensioni e scontri davanti al Tribunale di Napoli, dove da due giorni sono più intensi i controlli per l'accesso alle Aulee, disposizione adottata a seguito della strage al Palazzo di Giustizia di Milano. Ieri già lunghe attese per avvocati, impiegati, testimoni e imputati, oggi nella lunga file dei legali in attesa di accedere al Nuovo Palazzo di Giustizia del Centro Direzionale dal lato di via Grimaldi, sono saltati i nervi a qualcuno. "Eravamo lì dalle 7 di mattina e dopo 3 ore non si avanzava di un passo – racconta un avvocato a Fanpage.it – a questo punto un gruppo di colleghi si è fatto avanti cercando, tesserino alla mano, di accedere. Ne è nato un parapiglia con alcuni agenti della polizia penitenziaria".
Urla, spintoni e una vetrata rotta, agenti e avvocati feriti e una scena nient'affatto edificante, dunque. Un legale si è sentito male ed è stato soccorso dagli operatori del 118. Il Procuratore generale presso la Corte d'Appello, Luigi Mastrominico, ha quindi deciso di sospendere temporaneamente il provvedimento consentendo agli avvocati di entrare in tribunale mostrando il solo tesserino di riconoscimento.
Avvocati verso lo sciopero di 3 giorni
Dopo il caos gli avvocati del Foro di Napoli stanno valutando tre giorni di astensione dal lavoro. "Il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli valuterà le possibili reazioni ai fatti verificatisi questa mattina – spiega il presidente dell'Ordine partenopeo Flavio Zanchini – compresa l'astensione dalle udienze". "Chiediamo – conclude – rispetto per l'avvocatura che non è seconda alla magistratura. Non siamo al dei sotto né al di sopra. Siamo sullo stesso piano".
