Le bollette che arrivavano non erano per niente compatibili con i consumi che, di norma, fanno parte della gestione ordinaria di un ristorante, tra frigoriferi, illuminazione, riscaldamento e climatizzazione. Troppo basse, come se quegli elettrodomestici e macchinari non ci fossero o, almeno, richiedessero davvero poca energia per funzionare. E, in un certo senso, era proprio così: il contatore dell'impianto a cui erano collegati era stato manomesso in modo da non conteggiare l'effettiva energia erogata. Lo stratagemma è stato scoperto dai carabinieri della stazione di Pomigliano e della tenenza di Casalnuovo, che hanno ispezionato un ristorante di Pomigliano d'Arco, in provincia di Napoli, insieme ai tecnici dell'Enel. Durante il controllo nel locale, di proprietà di una donna di 32 anni di Brusciano, i militari hanno appurato che il contatore era stato modificato in modo da ridurre sensibilmente il calcolo dei consumi: attivando questo espediente, l'energia conteggiata era soltanto il 30% di quella effettivamente utilizzata dalle attrezzature.

I tecnici dell'Enel avevano sospettato che qualcosa non andasse controllando proprio i picchi di consumo e notando che i consumi di quel locale non erano in linea con altre attività simili; secondo le stime il consumo non registrato sarebbe di circa 22mila euro. La titolare, incensurata, è stata arrestata con l'accusa di furto aggravato ed è stata sottoposta ai domiciliari in attesa di essere processata per direttissima. L'allaccio abusivo è stato scollegato e disattivato e gli operai hanno ripristinato l'impianto elettrico al termine dell'operazione.