La Pineta di Ercolano, ridotta a discarica all'aperto dopo le "gite fuori porta" di Pasquetta.
in foto: La Pineta di Ercolano, ridotta a discarica all’aperto dopo le "gite fuori porta" di Pasquetta.

Anche Ercolano "piange" lo scempio del suo verde dopo Pasquetta. Lungo la strada del Vesuvio, infatti, che già a sua volta è stato inondato di spazzatura da chi lo ha scelto come meta per la tradizionale gita fuori porta del Lunedì in Albis, una lunga distesa di rifiuti di vario tipo ha inondato la Pineta ercolanese, nei pressi della zona La Siesta del popoloso comune vesuviano. Le immagini di cumuli di rifiuti, tra piatti di plastica, bottiglie, bicchieri, posate e tanti altri ancora, hanno suscitato scalpore: anche perché quest'anno, il Lunedì in Albis è coincido con la Giornata Mondiale della Terra 2019. Non certo un modo decoroso di festeggiare il pianeta: e dire che appena pochi giorni prima in tanti erano scesi in strada per manifestare a Roma a fianco di Greta Thunberg, proprio per richiedere maggiore attenzione sul problema dell'inquinamento globale.

Il messaggio, evidentemente, si è fermato là. La gita fuori porta è coincisa con una vera e propria devastazione dell'ambiente vesuviano e non solo. Furioso il sindaco di Ercolano, Ciro Bonajuto, che ha tuonato davanti alle foto delle distese di rifiuti nella pineta di Ercolano:

Questo è lo schifo che alcuni barbari hanno lasciato lungo la strada del Vesuvio nella pineta poco più su della Siesta. Nonostante le campagne di sensibilizzazione e i controlli di volontari e forze dell’ordine, c’è ancora gente che in una giornata di festa come quella di oggi se ne fotte del prossimo e dell’ambiente che ci circonda. Da alcune immagini riprese nella zona e da alcuni controlli, in quel punto hanno bivaccato due gruppi di persone giunte lì a bordo di tre auto e due scooter da cui sono stati individuati i numeri di targa. Mi auguro che si riesca a risalire ai responsabili di questo scempio e a punirli come meritano. Queste immagini fanno tanta rabbia e tantissimo dolore.

Tanta anche la rabbia da parte dei cittadini e su Facebook. Ma quel che è certo è che l'indignazione arriva sempre "postuma", e mai "durante". Nessuno, infatti, ha proferito parola quando ha assistito allo scempio magari in diretta. E come al solito, con il clima omertoso l'ha fatta da padrone, chi ne ha sofferto alla fine è sempre il più debole. In questo caso, l'ambiente e la salute pubblica, visto che l'inquinamento tout court ha, come effetto "collaterale", anche l'avvelenamento di aria e falde acquifere.