Non è grave, ma ha riportato delle fratture alle vertebre che hanno reso necessaria una operazione d'urgenza. È stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico alla schiena un carabiniere che è rimasto ferito la notte scorsa, alle prime ore del 28 maggio, durante il blitz anticamorra contro il clan Cutolo, tra i principali gruppi criminali che gestiscono il traffico di droga nella periferia ovest di Napoli; in arresto sono finiti il figlio del boss "Borotalco", sodali del clan e personaggi gravitanti nell'orbita delle altre cosche del Rione Traiano, tra cui i giovanissimi scissionisti che si erano affrancati dal gruppo che farebbe capo a Francesco Petrone "‘o nano", arrestato nel maxi blitz dei carabinieri del 31 gennaio 2017.

Il militare era coi colleghi, si stavano occupando dell'esecuzione delle 21 misure cautelari a carico degli esponenti del clan che domina nella zona "della 44". Era su uno degli edifici dove i carabinieri stavano effettuando perquisizioni e cercando le persone da arrestare quando la tettoia ha improvvisamente ceduto; il militare è caduto da un'altezza di circa 5 metri, finendo rovinosamente con la schiena a terra. È stato soccorso dai colleghi, che hanno chiamato un'ambulanza; il mezzo è ripartito a sirene spiegate verso il Pronto Soccorso del Cardarelli, dove il ferito è stato affidati ai medici: gli esami diagnostici hanno accertato la presenza di alcune fratture alle vertebre, da trattare quanto prima chirurgicamente. Poco dopo il carabiniere è stato trasportato in sala operatoria. Le sue condizioni non sono gravi ma i medici tengono sotto assiduo monitoraggio i suoi parametri vitali per sciogliere la prognosi.