Salvatore Caliano (Foto Facebook)
in foto: Salvatore Caliano (Foto Facebook)

Il giorno dopo la tragedia, a via Duomo, nel cuore del centro storico di Napoli, c'è ancora rabbia e incredulità per l'assurda morte di Salvatore Caliano, 21 anni, precipitato per dieci metri mentre puliva il lucernario di un'ascensore in un condominio proprio di fianco al bar nel quale lavorava. Fanpage.it ha sentito alcuni dei testimoni e dei residenti del quartiere, devastati dalla morte del ragazzo che, sebbene fosse originario di Forcella, vedevano ogni giorno, delineando meglio l'accaduto e la figura di Salvatore. Il ragazzo sarebbe stato chiamato da una signora all'ultimo piano dello stabile, che gli avrebbe chiesto di pulire il lucernario per 35 euro. Anche se la dinamica non è ancora chiara, il vetro avrebbe ceduto, facendo precipitare il ragazzo per circa dieci metri. "Era un ragazzo stupendo: umile, sempre gentile, sempre solare, sempre vivace – dice il titolare del bar nel quale lavorava il 21enne -. Un ragazzo come tutti noi".

Tra quelli che hanno rilasciato dichiarazioni a Fanpage.it c'è anche il padre di Gennaro De Tommaso, conosciuto come "Genny ‘a carogna", ultrà del Napoli condannato per droga nel 2016. "Salvatore ha detto alla madre che avrebbe dovuto fare un servizio nel palazzo per 35 euro – afferma l'uomo. – Dopo cinque, dieci minuti abbiamo avuto la notizia che era precipitato". C'è anche chi si lamenta del ritardo dell'ambulanza – che avrebbe impiegato 45 minuti per arrivare sul posto – e si lamenta con il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca per il ridimensionamento degli ospedali del centro storico. Affranto e visibilmente commosso, invece, un commerciante della zona: "Non dovevano farlo salire lì sopra. Lavorava per pagarsi il motorino e per portare la fidanzata a mangiare un gelato: un ragazzo d'oro. L'intero quartiere è morto per un ragazzo speciale. Salvatore era un ragazzo speciale".