Era considerato un pericoloso latitante, nonché uno degli elementi di spicco del clan Di Lauro, lo stesso clan che, tra il 2004 e il 2005, insanguinò Napoli durante la Faida di Scampia contro gli scissionisti degli Amato-Pagano. Emanuele Niola, 33 anni, sfuggito alcuni mesi fa ad una condanna a 6 anni e 7 mesi di reclusione per associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti: per molto tempo, Niola infatti aveva gestito la piazza di spaccio del Rione dei Fiori a Secondigliano, da sempre appannaggio del clan Di Lauro.

L'arresto grazie all'acquisto di biglietti per la partita.

I carabinieri dalla Sezione Catturandi del Nucleo Investigativo di Napoli sono arrivati alla cattura di Niola grazie all'acquisto di alcuni biglietti per la partita Napoli-Inter, in programma allo stadio San Paolo tra dieci giorni. Chi ha chiamato per conto del boss per acquistare i ticket ha fornito solo il nome, lasciandosi scappare una pausa di troppo sul cognome e insospettendo così i militari, che hanno ipotizzato un ritorno di Niola nella periferia Nord di Napoli, approfondendo le indagini. Il 33enne, infatti, è stato rintracciato in un autolavaggio di Secondigliano mentre chiacchierava con alcuni conoscenti. Alla vista dei militari dell'Arma, Niola non ha opposto resistenza: anzi, avrebbe dichiarato di volere finalmente una vita lontana dallo spaccio.