Sesso davanti all’ospedale pediatrico di Napoli: rimosso il cartellone pubblicitario hard

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La rimozione del cartellone delle polemiche
Il cartellone pubblicitario giudicato troppo osè, apparso negli scorsi giorni davanti all’ospedale pediatrico Santobono-Pausilipon di Napoli, è stato rimosso in mattinata. Decisivo l’intervento del tavolo inter-assessorile del Comune, coordinato dalla delegata alle Pari opportunità Simona Marino.

Aveva causato non poche polemiche la presenza di un cartellone pubblicitario giudicato troppo osè proprio davanti all'ospedale pediatrico Pausilipon – Santobono di Napoli. Il cartellone pubblicizzava una nota marco di abbigliamento: nell'immagine si vedevano un uomo e una donna ritratti seminudi in atteggiamenti abbastanza espliciti e con una chiara allusione sessuale. A denunciare la presenza del cartellone e soprattutto la sua particolare posizione, facilmente visibile dai bambini, era stato il consigliere regionale dei Verdi della Campania Francesco Emilio Borrelli: "Serve una regolamentazione delle affissioni perché se è vero che bisogna lasciare libertà ai pubblicitari è vero anche che non possiamo tollerare che vengano affissi manifesti ai limiti dell’osceno e della violenza a ridosso di un ospedale pediatrico".

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Il cartellone pubblicitario incriminato (Foto: Francesco Emilio Borrelli)

Il manifesto pubblicitario rimosso in mattinata

Borrelli aveva poi auspicato l'intervento del Comune per la rimozione del cartellone in questione. Intervento che è puntualmente arrivato questa mattina, dopo che il tavolo inter-assessorile, coordinato dalla delegata alle Pari opportunità Simona Marino, si è occupato della vicenda: "Nell'incontro operativo con gli assessori Del Giudice e Panini è stata disposta, nella tarda serata di ieri, la rimozione del manifesto che la Napoli Servizi ha effettuato in mattinata – si legge in una nota di Palazzo San Giacomo – Il tavolo di lavoro, voluto dal Sindaco de Magistris, è da tempo a supporto delle azioni di sensibilizzazione e monitoraggio della pubblicità e delle immagini lesive della dignità non solo delle donne ma di qualsivoglia orientamento di genere contro l'incitamento all'odio ed ad ogni forma di discriminazione e contro la comunicazione omofoba".

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