«Noi non siamo salernitani!». Nomen omen: se si chiama Festa Gianluca, il sindaco di Avellino, un motivo ci sarà. E così, nella notte fresca di fine maggio dell'Irpinia, la fascia tricolore diventa ultrà e guida il coro anti-Salerno. Che, tradotto per i non avvezzi, significa contro la Salerno di Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania nonché grande nemico della movida notturna, a Napoli come ad Avellino e nel resto della Campania. Gianluca Festa si fa direttore d'orchestra dell'ammuina in via De Conciliis, davanti al Liceo Scientifico Mancini guida il coretto da derby regionale. Sa che ci sono cellulari accesi e che le dirette di Instagram e Facebook rimbalzano da gruppo a gruppo, da pagina a pagina. Ma l'Irpinia non è paranoica, evidentemente. Così il sindaco di Avellino, che nei giorni scorsi aveva emanato una ordinanza molto più permissiva in materia anti-assembramento, rispetto a quella di De Luca, spostando all'1 di notte le chiusure dei bar, si è guadagnato il video virale del giorno.

Qualcuno sostiene che il derby Avellino-Salerno sia soltanto di matrice calcistica. In realtà tra De Luca e Festa,  ex giocatore di basket, eletto con margine strettissimo nelle fila del centrosinistra, buon sangue non corre. Nell'ottobre scorso fu De Luca, durante una celebrazione pubblica, ignorando di essere ascoltato dai microfoni e ripreso da alcune telecamere a rimproverare, da par suo, il sindaco avellinese che si era lamentato dello scarso sostegno delle politiche regionali: «Devi stare con i piedi per terra. Dici troppe stronzate. Io sono un pacifico guerriero, ma se mi rompono i coglioni…».

Insomma, a ottobre 2019 andò così e oggi, ultimi giorni di maggio nell'anno del Coronavirus il sindaco tenta il discorsetto ai giovanissimi in piazza – centinaia, in spregio ad ogni norma anti assembramento -. «Avellino…Avellino siamo noi!…» cerca di dire nel frastuono generale, sentito da pochissimi, ascoltato da nessuno: «Pagaci da bere, oh Gianluca pagaci da bere!». E così pensa bene di darsi alla selfie mania, scattandosi foto coi ragazzi. Alle prime luci dell'alba, probabilmente, si rende conto che le cose prendono una piega diversa: i video amatoriali in strada ad Avellino con Gianluca Festa e centinaia di ragazzini, sono ovunque, da Facebook a Instagram, da Twitter a Whatsapp. Sono sui giornali online e in mattinata diventano piccolo caso politico.

La consigliera comunale Alessandra Iannuzzi si arrabbia: «Ho invitato il Sindaco Gianluca Festa a chiedere formalmente scusa alla comunità – dice – per il danno di immagine arrecato, ma soprattutto per il grave pericolo sanitario che assembramenti del genere possono causare. Non è compito di un sindaco, ma delle forze di polizia preposte, disperdere gli assembramenti nei luoghi di ritrovo dei giovani. E un sindaco non può, in una fase così delicata, decidere di fare da sé e “dettare i ritmi” ai ragazzi, complicando le cose, aumentando il caos e generando un’immagine poco edificante per la comunità. Anche la città di Avellino, con l’ausilio di questa amministrazione, sta gradualmente riprendendosi la sua normalità. Ed è proprio per questo, per il rispetto che si deve al sacrificio di tutti, cittadini e commercianti, che non possiamo assolutamente rischiare di vanificare quanto fatto in questi mesi ed esporci all’eventualità di nuovi provvedimenti restrittivi».

In mattinata Festa con un post su Facebook rivendica quanto fatto nella notte e anzi attacca:

C’è chi i giovani li attacca e demonizza. E non mi sembra abbia ottenuto risultati. Io con i giovani sono a mio agio, da sempre. Per questo ieri sera ho deciso di fare un sopralluogo nell’isola pedonale.
A qualcuno dà fastidio che io sia a contatto con la mia gente? Qualcuno mi preferirebbe dietro a una scrivania a firmare norme restrittive? Io sono il sindaco degli avellinesi. E dove c’è la vita di Avellino ci sono io. Guardate altrove, qui ci sono io a tenere tutto sotto controllo.

Ma nel frattempo arriva un esponente politico – Carlo Petrozzelli rappresentante delle Sardine d’Irpinia – che annuncia  di aver denunciato Festa alle autorità.